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Quanto durano gli alimenti in frigorifero?

Spesso chi frequenta i miei corsi di cucina e decide di avvicinarsi al tipo di alimentazione che propongo, tende a farsi scoraggiare dai tempi apparentemente, e talvolta realmente, lunghi di preparazione, dal fatto di dover passare ore ai fornelli e quindi dal timore di non riuscire a conciliare questo tipo di cucina con la vita di tutti i giorni.

Sicuramente lo stile alimentare che propongo richiede di tornare in cucina, di passare tempo ai fornelli, di comprare più materie prime non lavorate e meno preparazioni pronte, di usare molta verdura che richiede tempo per essere lavata e tagliata, e spesso già questo può rappresentare una difficoltà. Però è altrettanto vero che una buona organizzazione e pianificazione possono aiutare e non poco (avevo già dedicato un consiglio del venerdì a questo argomento, lo trovi qui).

Oggi invece vorrei concentrarmi sulla gestione e conservazione del cibo già cucinato.

Un primo accorgimento importante è di conservarlo in contenitori adeguati, meglio se in vetro o materiali adatti alla conservazione degli alimenti.

Sicuramente un’altra buona regola è quella di togliere dal frigorifero e scaldare solo la porzione o le porzioni da consumare e rimettere il resto subito al fresco, in modo che il cibo venga scaldato al massimo una sola volta e non stazioni a lungo fuori dal frigo.

Per scaldare il cibo, sconsiglio l’uso del microonde a favore di altri sistemi: io preferisco scaldare al vapore, a bagnomaria, in padella, al forno.

Parlando di energia del cibo, invece, il cibo fresco ha un’energia unica e insostituibile, quindi il consiglio di mangiare prevalentemente cibo cucinato al momento è sempre valido. Tuttavia anche il cibo riscaldato, possibilmente non più di una volta, non è da escludere, così come il cibo congelato o, meglio ancora, surgelato. L’importante è che se ne faccia un uso non abituale.

In linea generale ecco i tempi di conservazione affinché il cibo che mangiate mantenga la sua energia:

  • Cibi ben cotti come creali, legumi, zuppe, minestre, vellutate e verdure stufate si possono tenere in frigorifero fino a tre giorni
  • Cibi sottoposti a una cottura più breve come verdure saltate, scottate o al vapore, verdure pressate, cibi fermentati o pasta si possono tenere per un paio di giorni

Trascorso questo periodo, non è che il cibo vada a male, ma “perde” da un punto di vista energetico, quindi potete consumarlo comunque, sempre che alla vista non presenti alterazioni e al sapore sia ancora buono… perché alla fine è sempre una questione di buon senso!