Intestino crasso: impariamo a prendercene cura

intestino crasso

Come abbiamo visto più volte, l’intestino è un organo fondamentale per il nostro benessere, ecco perché è importante mantenerlo in buona salute. Iniziamo quindi con qualche considerazione generale:

  • L’intestino crasso è un muscolo e in quanto tale va mantenuto forte ma flessibile
  • Come i polmoni e la pelle è un organo di eliminazione e quindi soggetto a problemi di “ristagno”, soprattutto nella zona di congiunzione con l’intestino tenue e nelle zone in cui si piega (l’intestino crasso ha infatti un tratto ascendente più yin, un tratto orizzontale e un tratto discendente più yang)
  • Contribuisce alla regolazione dei liquidi nel corpo e può essere coinvolto in problemi di muco
  • Fa parte del sistema immunitario
  • Dal punto di vista energetico, insieme a pelle e polmoni, appartiene all’energia metallo, un’energia che cambia piuttosto lentamente, che soffre la “secchezza”, richiede varietà di stimoli con il cibo (scelta degli alimenti, varietà degli stili di cottura) e apprezza il sapore pungente
  • Essendo un lungo tubo vuoto ed espanso, ha una struttura yin ed è quindi predisposto a problemi “yin, anche se a lungo andare anche gli alimenti yang possono disturbare e risultare problematici.

Vediamo ora i principali problemi che possono interessare questo organo e i possibili rimedi:

Diarrea

  • Di solito è un problema yin legato a una condizione di debolezza dell’energia terra (perdita di forma), ma se ci sono scariche violente c’è anche una componente yang legata al fegato
  • Sono consigliati prodotti fermentati, riso integrale a chicco tondo cotto in pentola a pressione e condito con gomasio, piatti che nutrono l’energia terra come nishime e kimpira, l’uso di radici in generale e un piatto speciale che si chiama “azuki, zucca e kombu” (continua a leggere l’articolo per la conoscere la sua preparazione)
  • Come rimedi sono consigliati ume-sho-kuzu e gli impacchi di sale sul basso ventre.

Stitichezza

  • Può essere un problema yin (debolezza che porta a una minore capacità di contrazione ed espansione) e/o yang (rigidità che di nuovo riduce la capacità del muscolo di contrarsi ed espandersi), ma una componente yin è sempre presente
  • Evitare i cibi yin con particolare attenzione a tutto ciò che è crudo (l’olio crudo, soprattutto se di sesamo, può aiutare come lassativo perché ha un’energia che penetra con effetto lubrificante, ma va usato come pronto soccorso perché alla lunga potrebbe creare problemi), latticini e i cibi estremi in generale
  • Aumentare il consumo di fibre
  • Prestare particolare attenzione alla masticazione
  • Fare regolare attività fisica
  • Come rimedio usare il rimedio ume-sho-kuzu

Emorroidi

Se sono esterne sono yin, implicano una perdita di forma e diventa quindi importante lavorare sull’energia Terra con piatti speciali come nishime, kimpira e azuki zucca e kombu. Se sono interne sono yang e in questo caso è più coinvolta l’energia Legno con particolare riferimento al fegato; diventa quindi importante eliminare gli alimenti yang (soprattutto cibo animale e prodotti da forno secchi e duri) e nutrire questa energia con foglie verdi saltate, privilegiare le cotture più leggere, usare sapori agrodolci.

Il rimedio è sempre ume-sho-kuzu, ma se sono esterne lo si può preparare usando dell’acqua in cui è stata lasciata in infusione della radice di loto.

Diverticoli

Sono un classico problema di ristagno con una componente yin in quanto le pareti dell’intestino perdono forma e si creano delle sacche più o meno grandi in cui si creano accumuli.

Anche in questo caso è necessario eliminare lo yin e nutrire l’energia Terra con piatti come nishime, kimpira e azuki, zucca e kombu, usare miglio e ceci, privilegiare le consistenze cremose.

Ragadi anali

Sono un problema yang perché riguardano il retto che è la parte più yang di tutto l’intestino, caratterizzata dalla presenza di muscoli spessi e tessuti duri. È necessario eliminare il cibo yang, con particolare attenzione agli alimenti di origine animale e ai prodotti da forno secchi e duri, compresi i semi tostati.

Un rimedio che può aiutare è il brodo di verdure dolci con l’aggiunta di daikon.

Gonfiore

È un problema molto diffuso, se si manifesta dopo i pasti è più coinvolto il pancreas e può aiutare il brodo di verdure dolci, mentre se si manifesta verso sera è più coinvolto il fegato e può aiutare il brodo di clorofilla.

Concludiamo con alcune osservazioni di carattere generale:

  • In agopuntura c’è un punto che si chiama intestino crasso 4 (IC4), si trova tra il pollice e l’indice e può essere usato sia come punto di diagnosi (se facendo pressione si sente dolore significa che c’è ristagno nell’intestino) sia come punto per stimolare l’intestino in caso di stitichezza;
  • Un’altra zona che indica la condizione dell’intestino si chiama monte di Venere, si trova sul palmo della mano alla base del pollice e, in genere, se c’è ristagno nell’intestino, assume un colore bluastro;
  • Il riso integrale è un ottimo alimento che piace all’intestino crasso e in genere non causa stitichezza, ma a volte potrebbe succedere; in questo caso può aiutare ridurre la quantità, farlo saltare con olio di sesamo e usarlo abbinato ad altri cereali (orzo, farro).

Come preparare il piatto azuki, zucca e kombu

Ingredienti:

  • 2 T zucca tagliata a cubetti
  • 1 T fagioli azuki ammollati per 8 ore
  • 5 cm alga kombu ammollata e tagliata a quadratini
  • 2 e 1/2 T acqua (più altra acqua se necessario)
  • 1/2 c sale marino integrale

Preparazione:

  • Prendete una pentola con il fondo spesso, disponete sul fondo l’alga ammollata e tagliata, aggiungete la zucca a cubetti e gli azuki scolati e sciacquati, completate con l’acqua e portate a bollore.
  • Abbassate la fiamma e lasciate cuocere per 10 minuti circa senza coperchio, poi coprite e continuate a cuocere finché gli azuki saranno cotti per 3/4 (potrebbe essere necessario aggiungere di tanto in tanto un po’ di acqua calda lungo i bordi della pentola, in modo che non si asciughi e i fagioli continuino a cuocere).
  • A questo punto aggiungete il sale (se lo mettete prima rischiate che restino duri) e proseguite la cottura finché i fagioli saranno belli morbidi e l’acqua quasi tutta evaporata.
  • Quando il piatto è pronto, spegnete e lasciate riposare per qualche minuto coperto prima di servire. Ricordatevi di non mescolare gli ingredienti durante la cottura. Potete sostituire la zucca con cipolle, carote o pastinaca e gli azuki con ceci o lenticchie.

Problemi di pelle: tante manifestazioni con un comun denominatore

problemi di pelle

Se applichiamo la classica visione occidentale di stampo scientifico, in genere i problemi di pelle sono tra i più difficili da risolvere. Se decidiamo di rivolgerci a un dermatologo, siamo sicuri di tornare a casa con un nome impronunciabile che identifica il nostro problema e qualche crema o pomata, generalmente a base di cortisone, da applicare per tamponare la situazione. È molto raro, invece, riuscire a capire il motivo di quello che sta succedendo.

Se invece indossiamo gli occhiali dello yin e dello yang e optiamo per un approccio energetico, che tiene conto dell’effetto del cibo sul corpo, ecco che anche un problema apparentemente senza soluzione può essere compreso e, di conseguenza, risolto.

Come abbiamo già visto, la pelle è un organo di eliminazione, il più grande che abbiamo, e quindi i problemi di pelle in genere sono un tentativo del corpo di creare equilibrio eliminando gli eccessi. La buona notizia è che i problemi di pelle sono piuttosto veloci da risolvere: generalmente bastano tre settimane per vedere i primi benefici, tre mesi per vedere grandi cambiamenti e un paio di stagioni per risolvere il problema.

Inoltre è un organo di superficie e questo ci permette di capire un’altra cosa: tutti i problemi di pelle hanno sempre una componente yin e quindi lo yin, anche quando non è la causa principale, rappresenta sempre un fattore di disturbo.

Come risolvere i problemi di pelle

Di conseguenza, la prima cosa da fare in presenza di un problema di pelle è eliminare, almeno per un periodo, tutto lo yin:

  • alcol
  • latticini
  • cibi tropicali (caffè, cacao, spezie, frutta tropicale, ecc.)
  • frutta cruda
  • zucchero
  • cibo crudo
  • bevande vegetali che spesso contengono olio crudo
  • fermentati non salati (yogurt di soia, kefir, ecc.)
  • cibi raffinati

In questo modo potremmo già notare un miglioramento anche nel breve periodo.

I problemi di pelle e l’effetto calamita

Molto spesso, però, i problemi di pelle hanno anche una causa che risiede nel profondo del nostro corpo, si tratta del cosiddetto “effetto calamita”: se abbiamo tensione a livello del plesso solare (fegato, pancreas e reni), questa componente yang agisce come una specie di calamita che non ci permette di eliminare lo yin che si ferma a livello della pelle, causando i problemi che ben conosciamo.

In questo caso, bisogna lavorare anche sullo yang, ovvero:

  • Togliere tutto il cibo animale tranne il pesce
  • Eliminare i prodotti da forno, soprattutto quelli secchi e duri
  • Prestare attenzione all’uso del sale (che non va mai eliminato, ma piuttosto scelto di buona qualità, ad esempio quello marino integrale, e usato nella giusta misura).

Questo secondo aspetto è molto importante perché sono proprio questi eccessi yang che, a loro volta, alimentano le cosiddette “voglie” soprattutto di cibi yin, ovvero quelli che dovremmo evitare per i problemi di pelle, creando così un circolo vizioso.

Detto ciò, anche nell’ambito dei problemi di pelle possiamo poi fare una classifica partendo dal più yin (la vitiligine) fino ad arrivare al più yang (la psoriasi), passando per brufoli, acne e dermatiti varie.

La settimana prossima vedremo nel dettaglio cosa piace di più alla pelle e i rimedi per i principali problemi.

Raffreddore e malanni di stagione: sicuri che sia solo colpa del virus?

raffreddore e malanni di stagione

Con l’arrivo dell’autunno e il brusco calo delle temperature, ecco che arriva inesorabile il raffreddore. Se poi non gli diamo retta, faranno la loro comparsa anche tosse, febbre e via dicendo, tutti sintomi che accettiamo come inevitabili e indipendenti da noi perché… è colpa del virus, del freddo, della pioggia, ecc.

In realtà si tratta di un meccanismo che il nostro corpo, nella sua perfetta intelligenza, usa per tornare a una situazione di equilibrio, cercando di contrastare eccessi di umidità, ma anche situazioni di infiammazione e debolezza. Questi sintomi sono infatti il risultato del tentativo del nostro corpo di portare verso le vie d’uscita ed eliminare gli eccessi yin (verdura e soprattutto frutta cruda, latticini e soprattutto gelati, zucchero, cibi tropicali, olio a crudo e via dicendo) che abbiamo accumulato durante l’estate, quando avevamo bisogno di creare freschezza e umidità per contrastare il clima caldo e secco all’esterno, ma che ora, con l’arrivo del clima freddo e umido dell’inverno, risulterebbero problematici.

Si tratta di uno dei principi più importanti della macrobiotica, ovvero il principio dell’armonia, che possiamo osservare ogni anno in natura, quando le piante, con l’arrivo dei primi freddi, iniziano a perdere le foglie e a concentrare la linfa sottoterra, per poi esplodere di nuovo in un tripudio di foglie e fiori con l’arrivo della bella stagione.

Una cosa che possiamo fare è sicuramente giocare d’anticipo e già verso la fine di agosto iniziare ad asciugare e scaldare il nostro corpo e una volta alla settimana preparare a rotazione piatti a base di verdure ben cotte, soprattutto radici, che rafforzano e tonificano i nostri reni, sede della nostra forza vitale, e ci scaldano in profondità (ne abbiamo parlato qui).

Se oltre a questo evitiamo gli eccessi yin (zucchero, latte e latticini, alcool, frutta e verdura crudi, olio crudo, cibi tropicali come cioccolato, spezie e frutta tropicale e magari anche il caffè) e non esageriamo con i prodotti a base di farine, ecco che il tanto temuto raffreddore smetterà di essere un appuntamento fisso.

Ecco quindi la ricetta della kimpira, un piatto delizioso che potete preparare anche in versione più brodosa, la zuppa di kimpira, appunto. Ma di cosa si tratta? È un piatto molto riscaldante e tonificante, a base di radici sottoposte a una doppia cottura, prima saltate e poi stufate.

Ecco gli ingredienti:

  • ½ T bardana o altra radice tagliata a bastoncino o punta di matita
  • ½ T carote tagliate a bastoncino o punta di matita
  • eventualmente anche cipolle, rape o radice di loto (se secca, dopo averla ammollata)
  • 1 C olio di sesamo
  • shoyu q.b.
  • acqua q.b.

Preparazione:

  • Spennellate una padella con il fondo spesso con l’olio di sesamo, facendolo scaldare leggermente;
  • Aggiungete la bardana e fatela saltare qualche minuto;
  • Aggiungete le carote, un po’ d’acqua in modo da coprire la bardana, coprite e fate cuocere per una ventina di minuti, finché le verdure saranno cotte all’80%.
  • Infine aggiungete un po’ di shoyu e continuate a cuocere finché l’acqua sarà asciugata. Prima di servire, condite con un po’ di succo di zenzero.  
La kimpira di verdure

Se preferite la zuppa, procedete nello stesso modo ma:

  • Usate quattro verdure anziché due (potete aggiungere daikon, cavolo cappuccio, verza o zucca);
  • Tagliate le verdure più sottili (a fiammifero o julienne) e man mano che le aggiungete fatele saltare un paio di minuti;
  • Coprite completamente le verdure con l’acqua e fatele cuocere per 20-30 minuti;
  • Usate il miso (tradizionale, bianco o entrambi) per condire.

Punture d’insetti, ma non solo

Puntura d'insetti: rimedi

A volte una semplice puntura d’insetto può rivelarsi una vera scocciatura e magari rovinare la vacanza. Ecco alcuni semplici rimedi per ovviare a questi piccoli inconvenienti.

Per le punture d’ape, dopo aver tolto il pungiglione, potete applicare sulla zona interessata:

  • Succo di cipolla, daikon, ravanello o dell’aglio sminuzzato;
  • Tabacco bagnato con la saliva;
  • Tè kukicha bagnato con la saliva

In alternativa potete usare anche il rimedio omeopatico Apis, ottenuto dalla tintura dell’ape intera e del suo veleno diluito in alcool, utile anche in caso di infiammazioni acute come orticaria, eritema solare e reumatismo.

In caso di gonfiore, potete anche applicare un impasto a base di tofu sbriciolato o patate grattugiate mescolati con delle foglie verdi sminuzzate.

Se invece vi capita di essere punti da una medusa, potete applicare sulla zona interessata:

  • Acqua di mare
  • Succo di daikon o ravanello
  • Aceto
  • Tè kukicha bagnato con la saliva

La valigia macrobiotica

La valigia macrobiotica

Siamo ormai a fine luglio, nel pieno dell’estate, e quindi ho pensato di lasciarvi qualche suggerimento per comporre una specie di kit da mettere in valigia per far fronte a eventuali imprevisti evitando di farvi rovinare la vacanza:

  • UMEBOSHI: sotto forma di prugne o purea, utilissime per tutti i problemi legati all’apparato digerente, dal mal d’auto o di mare ai problemi di indigestione, mal di testa, stitichezza o diarrea;
  • MISO DI RISO O MISO D’ORZO: da usare nella classica zuppa di miso per aiutare l’intestino ad adattarsi al cambio d’aria, ma anche per cancellare i postumi se esagerate con l’alcol o nel caso di ferite da taglio, ad esempio in cucina; il malto d’orzo è anche un ottimo miorilassante (cioè un rilassante muscolare);
  • ALGA KOMBU: per mal di denti con infiammazione in attesa di trovare un dentista aperto (in questo caso può aiutare anche fare pressione su due punti dell’agopuntura, IC 4 che si trova tra l’attaccatura del pollice e l’indice della mano e ST 44 che si trova tra l’attaccatura del secondo e terzo dito del piede – se il dente che fa male è a destra, bisogna agire sul piede sinistro, mentre se il dente che fa male è a sx, bisogna agire sul piede destro) (abbiamo parlato in modo approfondito dell’alga kombu qui);
  • ALGA NORI: ottimo cerotto in caso di tagli (abbiamo parlato in modo approfondito dell’alga nori qui);
  • SHOYU: uno dei condimenti fondamentali della cucina macrobiotica, indispensabile per tanti rimedi come ume-sho-bancha (per tutti i problemi del tratto digerente) o shoyu e kukicha (da prendere la sera prima di dormire se abbiamo bevuto qualche bicchiere di troppo);
  • OLIO DI SESAMO: oltre ad essere buonissimo abbinato alle verdure, è molto efficace per risolvere problemi di stitichezza (1 o 2 cucchiai prima di andare a dormire) oppure applicato sulla pelle in caso di scottature in cucina per mantenere la pelle morbida; utile anche per fare “pulling” (potremmo chiamarli risciacqui) nel caso di denti particolarmente sensibili;
  • CAVOLO CAPPUCCIO O QUALSIASI VERDURA A FOGLIA VERDE: ottime da sole o mischiate con un po’ di tofu sbriciolato per scottature, in caso di gonfiore dovuto a punture di insetto, distorsioni a polsi o caviglie e ustioni in cucina
  • ZENZERO: il succo di zenzero è ottimo mischiato al tè kukicha nel caso di indigestione, eventualmente la radice si può tagliare a fettine e usare in infusione per fare un decotto;
  • DAIKON o RAVANELLO: il succo di daikon o ravanello è utile nel caso di punture di insetti o meduse, ma anche in caso di prurito o irritazione;
  • KUKICHA: oltre ad essere un’ottima bevanda, il kukicha si può usare per uso topico nel caso di punture d’ape, di medusa o d’insetto dopo averlo masticato e imbevuto con la saliva, ma anche nei classici rimedi che abbiamo già visto sopra;
  • TOFU: oltre ad essere buonissimo in cucina, è utile anche nel caso di scottature solari (da solo o triturato e impastato con delle foglie verdi), nel caso di distorsioni o comunque traumi in generale e per alleviare le ustioni in cucina.

Nel frattempo, non ci resta che augurarvi buone vacanze!

Vitamina D e sole: un binomio vincente

Vitamina D e sole

La vitamina D in realtà è un ormone e ha un ruolo molto importante perché permette l’assorbimento di alcuni sali minerali nell’intestino tenue, in particolare il calcio, e aiuta a fissarlo nelle ossa.

La vitamina D è anche importante per prevenire e ridurre l’impatto di molte patologie, ad esempio:

  • Previene la formazione e riduce la proliferazione delle cellule tumorali;
  • Ha un effetto positivo sulla pressione;
  • È fondamentale per mantenere in buona salute il nostro intestino e quindi il nostro sistema immunitario (e visti i tempi non è poco!)

Ma dove possiamo trovare la vitamina D?

Anche se in minima parte, possiamo assumerla con l’alimentazione e in particolare la troviamo:

  • Nel pesce grasso (salmone, sardine, ecc.);
  • Nell’olio di fegato del pesce (ad esempio il classico olio di fegato di merluzzo);
  • Nell’uovo;
  • In alcuni funghi (anche se in quantità ridotte).

La fonte principale di vitamina D, però, rimane sempre e comunque il sole: ecco perché è buona abitudine esporsi il più possibile al sole, anche in inverno, almeno per una ventina di minuti al giorno, lasciando scoperti almeno il viso e le braccia.

Per chi vive al nord o comunque dove il sole durante l’inverno non ha un’intensità sufficiente, può essere necessario ricorrere periodicamente all’integrazione. In genere un valore ottimale di vitamina D oscilla tra i 30 e i 100 ng/ml, ma valori compresi tra 60 e 80 ng/ml sono da ritenersi buoni.

Se vi trovate nella condizione di dover integrare la vitamina D, un’accortezza importante è di non ricorrere alle superdosi settimanali, mensili o, ancora peggio, annuali, che spesso vengono prescritte, ma di optare per un’assunzione quotidiana di piccole dosi (il nostro corpo non è in grado di assimilarne più di tanta e quindi gran parte andrebbe sprecata!)

Come abbiamo accennato, la vitamina D è coinvolta nel processo di assimilazione del calcio e quindi strettamente legata al benessere delle nostre ossa. Quindi, per preservarne la salute, sarebbe bene prestare attenzione anche ad altri fattori oltre all’esposizione al sole, ad esempio:  

Scegliere alimenti ricchi di calcio che non creano acidità:

  • I legumi, soprattutto la soia e derivati (tofu, miso, ecc.)
  • Tutte le verdure a foglia verde;
  • La frutta secca, soprattutto sesamo e mandorle;
  • Mettere abitualmente in ammollo anche i cereali e non solo i legumi;
  • Praticare attività fisica moderata.

Quindi mi raccomando, approfittiamo di queste meravigliose giornate estive per stare al sole, ma senza crema protettiva e quindi scegliendo le ore in cui non rischiamo di scottarci e arrecare danni alla pelle!

Problemi di pressione bassa in estate?

pressione bassa in estate

La pressione bassa è un problema che può avere cause yin e yang. In genere è sempre presente una componente yin legata al fatto che i vasi sanguigni si indeboliscono e perdono elasticità (perdita di forma) e quindi non hanno più la capacità di spingere il sangue con forza sufficiente. Spesso però interviene anche una componente yang perché i vasi sanguigni possono essere troppo contratti e induriti e quindi, di nuovo, non riescono a svolgere la loro funzione di pompare il sangue.

In genere quando il problema della pressione bassa si presenta in estate è più legato a fattori yin. Ecco quindi alcune raccomandazioni:

  • Basare la dieta su cereali, verdure, legumi, condimenti di buona qualità, frutta e semi oleosi, un po’ di frutta e dolci di qualità, un po’ di cibi fermentati
  • Ridurre il consumo di cibi yin che dilatano e indeboliscono, in particolare
    • Alcool (anche il famoso bicchiere di vino rosso a pasto)
    • Zuccheri che non siano malto di riso
    • Cibi di origine tropicale come caffè, cacao, spezie, frutta tropicale
    • Solanacee (pomodori, melanzane, peperoni, patate)
    • Latticini non salati, soprattutto yogurt e gelati
    • Bevande vegetali perché spesso arricchite con olio a crudo
    • Prodotti raffinati in genere
  • Introdurre nella dieta alimenti yang di buona qualità, in particolare
    • Usare olio e sale in cottura (non è importante la quantità, ma la presenza, perché l’olio amplifica l’effetto della fiamma e con il sale crea equilibrio)
    • Aumentare il consumo di condimenti forti ed equilibrati come miso, shoyu o tamari, gomasio, tekka
    • Usare le doppie cotture (verdure saltate, crocchette, tortini, ecc.) e ogni tanto usare anche la frittura in tempura
    • Per chi mangia cibo animale, usare un po’ più di pesce azzurro, ad esempio qualche acciuga nel soffritto con le verdure
    • Un ottimo snack sono i semi oleosi saltati con sale, shoyu o acidulato di umeboshi
  • Consumare alimenti ricchi di sali minerali che conferiscono elasticità, ad esempio le alghe (un ottimo snack sono i fogli di alga nori tostati, che oltre a essere molto utili per i problemi di pressione bassa in estate sono particolarmente benefiche per la microcircolazione e sono ricchissime di potassio, molto più delle banane (la dose consigliata è anche un foglio al giorno);
  • Se non dà fastidio a livello di digestione, introdurre un po’ più di seitan;
  • Sebbene la stagione calda inviti a consumare cibi freschi, ridurre il consumo di cibo crudo, soprattutto olio di oliva a crudo e frutta cruda, eventualmente meglio prediligere la verdura;
  • Fare attività fisica regolare e moderata;
  • Dedicare il giusto tempo al riposo.

Esistono poi dei rimedi di pronto soccorso che possono aiutare nei momenti in cui si percepisce un calo della pressione:

  • Masticare a lungo un cucchiaino di gomasio (potete tenerlo in borsa in uno di quei mini vasetti di vetro che si trovano negli alberghi con le marmellate);
  • Usare il rimedio kuzu-tekka (sciogliere in una tazza di acqua 1 c di kuzu, aggiungere un po’ di tekka e mettere sul fuoco finché il liquido non si sarà addensato);
  • Usare il rimedio shoyu-bancha (mettere 1 c di shoyu in una tazza e versare sopra del tè bancha/kukicha caldo o tiepido).

Cos’è l’orologio cinese? (2a parte)

orologio cinese

Siccome mi sono arrivate tante richieste di approfondimento, continuiamo il nostro viaggio tra i meridiani dei vari organi e il loro effetto su tanti aspetti della nostra vita quotidiana.

Oggi parleremo di polmoni e intestino crasso, due organi di eliminazione che appartengono all’energia metallo, un’energia profonda, di chiusura, “invernale”.

I polmoni hanno il loro picco di energia tra le 3 e le 5 del mattino, quindi idealmente sarebbe l’ora giusta per:

  • Alzarsi e respirare aria fresca, magari facendo esercizi che coinvolgono la respirazione (non è un caso che chi medita spesso si alzi proprio alle 5 del mattino)
  • Praticare yoga o altri esercizi “energetici” come il tai chi o il chi kung.

Il vantaggio dell’ora legale è che le lancette dell’orologio si spostano in avanti di un’ora e quindi il periodo di massima energia si sposta tra le 4 e le 6, rendendo meno faticoso il risveglio.

A volte la mattina presto è anche il momento in cui possono presentarsi fenomeni come la tosse o altri disturbi legati alla gola, perché l’energia del fegato, che controlla la gola, comunica con quella dei polmoni.

Il momento in cui l’energia dei polmoni è al minimo coincide con l’intervallo tra le 15 e le 17, ma non è legato a particolari manifestazioni.

Passiamo ora all’intestino crasso, che ha il suo momento di massima energia tra le 5 e le 7 del mattino.

Questo sarebbe il momento ideale per eliminare i rifiuti che, durante la notte, si sono accumulati negli organi di eliminazione, soprattutto intestino e vescica, in modo da iniziare la giornata pieni di nuova energia. Da qui l’importanza di scaricarsi regolarmente e con feci ben formate (non dimentichiamo che le feci sono un segnale molto importante per valutare la nostra salute e pensate che per i bambini esiste addirittura la cosiddetta “diagnosi del pannolino”, in base alla quale possiamo trarre importanti indicazioni sul loro stato di salute in generale).

Nel caso in cui l’intestino sia un po’ pigro, possiamo aiutarlo con alcuni semplici rimedi:

  • Seguire una dieta a base di cereali integrali, verdure e legumi, in modo da garantire il giusto apporto di fibre
  • Masticare a lungo il cibo
  • Eventualmente aiutarsi con l’impiego di piatti o rimedi specifici
  • Fare regolare attività fisica

L’orario in cui l’energia dell’intestino crasso è al minimo coincide con l’intervallo tra le 17 e le 19, momento ideale per fare attività fisica, soprattutto camminare, e stimolare così la funzionalità intestinale.

Cos’è l’orologio cinese?

orologio cinese

Uno degli aspetti della macrobiotica che più mi affascina consiste nel fatto che c’è sempre una spiegazione per tutto, una spiegazione non dogmatica, ma alla quale chiunque può arrivare con pazienza, spirito di osservazione e qualche “aiutino”.

Uno degli strumenti più utili per capire e interpretare tanti fenomeni della nostra vita quotidiana, a volte anche fastidi o disturbi che si ripetono giorno dopo giorno senza una ragione apparente, è l’orologio cinese.

Si tratta della rappresentazione grafica di tutti i meridiani che attraversano il nostro corpo sotto forma di un orologio in cui a ogni meridiano corrisponde un intervallo di due ore.

In questo intervallo di tempo l’energia dell’organo corrispondente è al suo apice, è particolarmente attiva, mentre in corrispondenza dell’orario opposto l’energia dell’organo è al suo minimo. Proviamo a fare un esempio. Se prendiamo il meridiano del fegato, possiamo notare come il picco massimo di energia sia tra l’una e le tre di notte (le due e le quattro quando c’è l’ora legale), mentre il livello più basso è tra le 13 e le 15. E così via per tutti gli organi.

Inoltre i meridiani non sono separati uno dall’altro, dove finisce uno inizia l’altro, e quindi si influenzano a vicenda, ma questa è un’altra storia.

Come vi dicevo, questo orologio è molto utile per spiegare alcuni disturbi o fenomeni ricorrenti, offrendoci la possibilità di cambiare e migliorare la situazione.

Proviamo a fare qualche esempio.

Spesso il fatto di svegliarsi tra l’una e le tre di notte è legato al fegato. Cosa significa? Abbiamo detto che in quell’intervallo di tempo l’energia del fegato è al suo apice e questo organo è impegnato a compiere la sua funzione più importante: depurare il sangue. Se però abbiamo mangiato tardi, magari troppo, e poi ci siamo sdraiati subito sul divano, ecco che il nostro fegato potrebbe essere sovraccarico e congestionato, potrebbe essere disturbato nella sua attività e allora ci svegliamo.

Spesso, invece, tra le 13 e le 15 è il classico momento in cui può capitare di avere un crollo di energia e attenzione, tanto che a volte non riusciamo a tenere gli occhi aperti. Non a caso, in questo intervallo di tempo l’energia del fegato è al suo minimo e il suo meridiano passa negli occhi e sale fino alla testa, influenzando direttamente questi organi.

L’energia dello stomaco, invece, è al suo apice tra le 7 e le 9 del mattino, proprio il momento in cui in genere si fa colazione, meglio se calda e cremosa… vi viene in mente qualcosa? Ecco perché sarebbe bene che, anche chi fa fatica a fare colazione, riuscisse magari anche solo a bere una tazza di tè… è il vostro stomaco che lo chiede! Analogamente, tra le 19 e le 21 è il momento in cui l’energia dello stomaco è al minimo e quindi il fatto di mangiare tardi potrebbe causare qualche problema e rendere la digestione faticosa.

Potremmo andare avanti così per tutti gli organi e fare delle scoperte davvero interessanti. Anzi, se vi può interessare, la settimana prossima potremmo fare qualche altro esempio. Nel frattempo, magari, provate a osservarvi: vi è mai capitato di avere qualche disturbo o fastidio ricorrente che potrebbe essere legato all’andamento dell’energia dei meridiani?

Perché la salute non è solo assenza di malattia!

salute-macrobiotica

In questo periodo di precarietà e incertezza mi capita spesso di pensare alla salute, mia e dei miei cari, ma anche dell’uomo in generale, e sono sempre più grata alla vita che, per quanto in modo abbastanza “brusco”, mi ha portato non solo a non darla per scontata, ma a svolgere un ruolo attivo per coltivarla e preservarla.

Quello che sta accadendo in questi giorni è una dimostrazione di come la salute sia anche una nostra responsabilità, non qualcosa da delegare esclusivamente agli altri.

In questo mio percorso, sono ancora più grata di essere approdata alla macrobiotica intesa non solo come regime alimentare, ma nel vero e originario senso del termine, una vera e propria filosofia di vita che, grazie ai suoi principi, ci permette di prenderci cura di tutte le sfumature della nostra salute, fisica, mentale, spirituale.

Una delle scoperte più interessanti è stata senza dubbio l’idea di forza vitale, un concetto che la medicina tradizionale non contempla perché, almeno per ora, si concentra su altre priorità: i farmaci servono per curare ma non per rafforzarci, i vaccini servono per proteggerci ma non per rafforzarci. Quindi tocca a noi alimentare o, quanto meno preservare, la nostra forza vitale e la nostra salute.

Ecco una brevissima check-list elaborata da George Ohsawa, il padre della macrobiotica, che ci può aiutare a monitorare lo stato della nostra salute:

  • VITALITÀ: ho voglia di fare? O tendo a rimandare le cose? Rispondo con entusiasmo agli stimoli della vita? O vivo in una condizione di stanchezza cronica, fisica e/o mentale?
  • APPETITO: ho fame di cibo e di vita? Riesco ad apprezzare anche le cose semplici, a tavola e nella vita, o ho bisogno di cose sempre più elaborate e sofisticate? Ho un sano desiderio sessuale?
  • SONNO: dormo bene? Faccio fatica ad addormentarmi? Ho un sonno profondo e senza risvegli? Vado volentieri a letto alla fine della giornata?
  • MEMORIA: ho una buona memoria?
  • BUON UMORE: ho un atteggiamento positivo nei confronti della vita? Cerco aspetti positivi anche quando sembrano prevalere quelli negativi? Sono ben disposto nei confronti della vita? Naturalmente questo non esclude momenti di tristezza, preoccupazione, paura, ecc., ma si tratta di un atteggiamento di fondo
  • ORDINE: c’è ordine nella mia vita? Nelle situazioni lavorative, nei rapporti interpersonali, in casa? Mi prendo cura della mia persona?
  • ONESTA E INTEGRITÀ: questo punto è stato aggiunto da Ohsawa dopo 40 anni di pratica della macrobiotica e ve lo lascio come spunto di riflessione.

Una volta monitorato il nostro stato di salute, trovo molto utile ricordare che ci sono vari livelli della cura, in particolare che:

  • La salute, e quindi anche la mancanza di salute, è una direzione e il nostro corpo, con i segnali che ci manda, è la bussola che ci permette di mantenerci sulla retta via, o di rimetterci in carreggiata quando ci perdiamo… ricordiamoci che tutto cambia!
  • È importante ascoltare i segnali che il corpo ci manda, i cosiddetti sintomi, capirne il significato e agire di conseguenza, metterli a tacere non serve a nulla, se non a lasciare che il problema che li ha scatenati vada sempre più in profondità
  • Una volta compresi i segnali, possiamo passare all’azione introducendo dei cambiamenti negli ambiti sotto il nostro controllo, ad esempio l’alimentazione e lo stile di vita
  • Se necessario, possiamo aiutarci anche con rimedi semplici ma molto efficaci, dai brodi di verdure alle frizioni ai pediluvi
  • Possiamo anche chiedere aiuto a specialisti esterni, sia tradizionali che non (agopuntura, shiatsu, riflessologia plantare, ecc.).

Buona salute a tutti!