Buona Pasqua… con sorpresa!

ovetti di pasqua

In questi giorni, appena riesco, cerco di uscire a fare una camminata con i miei figli. A volte scegliamo il bosco e le colline dietro casa, a volte invece ci lasciamo catturare dal fascino di Città Alta (per chi non lo sapesse, abito a Bergamo e Città Alta, con le sue stradine, le colline, i palazzi antichi è davvero una meraviglia) e, passando lungo la via principale, l’occhio non può non cadere sulla serie ininterrotta di negozi alimentari che, in questi giorni, sono un vero e proprio trionfo di eccessi: cioccolato e colombe da una parte, carne, salumi e formaggi dall’altra! Per non parlare poi dei vari supermercati, dove le “insidie” si moltiplicano.

Vista la situazione particolare che stiamo vivendo, con l’impossibilità di muoverci, sicuramente saremo portati a cercare rifugio e consolazione nel cibo. Al tempo stesso però, proprio per la situazione che stiamo vivendo, diventa ancora più importante non abbassare la guardia e non indebolire le nostre difese immunitarie.

Il mio consiglio di oggi, quindi, vuole essere un piccolo vademecum per gustarci questi giorni di festa senza creare troppi scompensi:

  • Se compriamo prodotti confezionati, cerchiamo sempre di puntare sulla qualità e stiamo attenti alle etichette;
  • Cerchiamo di festeggiare a pranzo e compensare alla sera con una cena leggera, idealmente una zuppa di miso con un po’ di succo di zenzero che possiamo preparare in quantità e tenere pronta in frigorifero (così basterà scaldarla e aggiungere miso e zenzero), magari con l’aggiunta di spaghetti di riso o grano saraceno (soba);
  • Semplifichiamo il più possibile i pasti “liberi”;
  • Aumentiamo il consumo di alimenti che sciolgono come daikon, rape e funghi shitake (potete aggiungerli alla zuppa di miso);
  • Per problemi di digestione, spesso accompagnati a mal di testa, può aiutare il rimedio ume-sho-kuzu o anche solo un po’ di tè kukicha con shoyu e umeboshi (ume-sho-bancha);
  • Verso sera, beviamo quotidianamente una tazza di brodo di clorofilla per aiutare il nostro fegato che sarà sottoposto a un carico extra di lavoro, e magari aumentiamo il consumo di foglie verdi al dente e condimenti agrodolci;
  • Andiamo a camminare o comunque facciamo un po’ di attività fisica.

Vi lascio anche una ricettina velocissima per fare degli ovetti super sfiziosi… attenti che uno tira l’altro!

In un mixer frullate:

  • 150 g. tofu al naturale sbollentato
  • 10 albicocche secche ammollate
  • 100 ml. latte di riso integrale
  • 2 C farina di nocciole
  • 2 C farina di mandorle
  • 3 C polvere di carruba (o 2 C di cacao amaro in polvere per i più golosi)

Una volta ottenuto un composto omogeneo, lasciate riposare in frigorifero un’oretta, quindi fate degli ovetti, rotolateli nella granella di pistacchio o altra frutta secca, nel cocco rapé, nella carruba o nel cacao amaro… e tanti auguri per una Pasqua il più possibile serena!

Spring Diet, la dieta della primavera

spring diet

Concludiamo questo mese dedicato all’energia Legno con una proposta per fare un po’ di pulizia profonda, approfittando della primavera che, con la sua energia in apertura, aiuta il nostro corpo a smaltire gli eccessi yang accumulati durante l’inverno e anche negli anni passati. Inoltre, in primavera le temperature diventano più miti e quindi possiamo alleggerire la dieta senza rischiare di indebolirci o soffrire il freddo.

In caso di necessità, un periodo di depurazione si può fare anche in autunno, soprattutto se ci sono problemi di debolezza ed eccessi yin da smaltire, ma in questo caso è meglio consultare un esperto.

Quanto dura?

Si tratta di un periodo che va da un minimo di 10 giorni a un massimo di 30 durante il quale si cerca di alleggerire e semplificare il più possibile l’alimentazione, oltre ad eliminare alcune categorie di prodotti.

Cosa evitare nella Spring Diet?

  • Cibo animale di qualsiasi tipo, compresi l’uovo della gallina libera di razzolare felice, il formaggio prodotto artigianalmente in malga e il pesce comprato la mattina dai pescatori in riva al mare
  • I prodotti da forno, in altre parole farine impastate con grassi, anche di buona qualità, e cotte in forno, ovvero in un ambiente secco, ad una temperatura elevata e per un periodo prolungato, in pratica tutti quei “cibi coccola” a cui è più difficile resistere: pane, pizza, cracker, grissini, taralli, focacce, torte, muffin, biscotti; una consolazione potrebbe essere, una volta ogni tanto, un po’ di pane al vapore
  • Olio e alimenti ricchi di olio come semi e frutta secca, anche se questa raccomandazione non vale per tutti e quindi è bene, prima di iniziare, chiedere a un esperto; il fatto di togliere l’olio aiuta ad accelerare il processo di cambiamento, ma ripeto, non vale per tutti
  • I cosiddetti “non alimenti” che potremmo identificare con i classici “vizi”, ovvero zucchero, caffè, alcool, ecc.

Cosa mangiare nella Spring Diet?

  • Cerali prevalentemente in chicco, lasciando pasta e polenta a un consumo più sporadico e privilegiando il riso in tutte le sue varietà, ma soprattutto quello a chicco lungo, se si vuole anche dimagrire
  • Tutte le verdure di stagione, privilegiando le foglie verdi e gli stili di cottura più leggeri e veloci come pressare, saltare, scottare in acqua salata e cuocere al vapore (per un po’ dimentichiamoci del forno, anche per le verdure)
  • Legumi, tofu e tempeh (il seitan meglio evitarlo in questo periodo), di nuovo se si vuole perdere peso, meglio ridurre la quantità di tofu e tempeh e privilegiare legumi meno grassi come lenticchie, ceci, fagioli
  • Dolci semplici e leggeri a base di frutta (frutta cotta con il kuzu e mousse di frutta) che aiutano a ridurre i disagi
  • Condimenti di buona qualità come sale marino integrale (chi fa fatica a dimagrire può provare a ridurlo), miso, shoyu e tamari, acidulato di riso e di umeboshi, gomasio, erbe aromatiche (meglio ridurre il consumo delle spezie)
  • Come bevande, meglio privilegiare tè kukicha, caffè d’orzo, cicoria o yannoh e acqua
  • Possiamo introdurre anche alcuni rimedi, come il brodo di clorofilla per rilassare il fegato e il brodo di verdure dolci per rilassare il pancreas e aiutarci a gestire la voglia di dolce e prodotti da forno, almeno all’inizio

Chi non dovrebbe fare la Spring Diet?

  • I ragazzi con meno di 18 anni
  • Le donne con problemi di amenorrea, in menopausa, in gravidanza o che stanno allattando
  • Persone con problemi di salute importanti
  • Gli anziani con più di 70 anni

Avvertenza: durante i primi giorni potrebbero comparire sintomi come mal di testa, nervosismo, irritabilità, sfoghi cutanei. In questo caso niente paura, significa che il corpo sta reagendo, sta cambiando, ed è proprio quello che vogliamo. Dopo una prima fase iniziale, questi sintomi scompaiono e lasciano posto a un senso di benessere, leggerezza, forza fisica, lucidità mentale, presenza. Vi ho convinto?

Dimenticavo: alleggerendo l’alimentazione, avrete sicuramente più fame, quindi concedetevi pure delle porzioni più generose e ricordate di masticare!

Buona Spring Diet a tutti!

Impariamo a nutrire il nostro fegato

nutrire il nostro fegato

Oggi ci concentreremo sulle abitudini e gli alimenti/piatti/rimedi che piacciono di più a fegato e cistifellea.

Quali sono le abitudini migliori per il fegato?

  • Cenare presto e consumare una cena leggera
  • Non mangiare troppo e idealmente alzarsi da tavola senza mai essere completamente sazi
  • Mangiare con ordine e masticare a lungo (idealmente 30 volte ogni boccone)
  • Andare a letto presto e lasciare passare almeno tre ore tra la cena e il momento in cui si va a dormire
  • Fare esercizio fisico moderato tutti i giorni
  • Ridere, amare e praticare la gratitudine
  • Trascorrere del tempo in mezzo alla natura

Quali sono gli alimenti migliori per il fegato?

  • Poco olio e di altissima qualità (biologico, di prima spremitura e spremuto a freddo), olio evo va benissimo ma anche olio di sesamo in cottura
  • Tutti i cereali in chicco, in particolare orzo e farro
  • Tutti i legumi, in particolare piselli e fagioli verdi
  • Verdure a foglia verde saltate con olio e sale o comunque “al dente” da consumare possibilmente almeno una volta al giorno
  • Gli stili di cottura più veloci (pressare, saltare, scottare, cuocere a vapore) che ci permettono di consumare verdure al dente
  • Il sapore acido e agrodolce (ad esempio per i condimenti o nei dolci)
  • I prodotti fermentati (crauti, umeboshi in particolare, ecc.) da consumare idealmente almeno una volta al giorno
  • Il malto d’orzo (all’occorrenza è anche un ottimo rimedio miorilassante, cioè rilassante muscolare)
  • I funghi shitake e le alghe, in particolare l’alga wakame

Esiste poi un rimedio speciale per il fegato che in genere si prende al cambio di stagione (sempre dopo aver consultato un esperto):

1 fungo shitake messo in ammollo e tagliato a pezzetti

2 C cipollotto tritato

2 C germogli

2-3 C foglie verdi tritate

½ C daikon grattugiato

1 C grano saraceno

Mettete tutti gli ingredienti (che equivalgono a un volume) in 4 volumi di acqua e fate bollire per mezz’ora circa senza sale. Filtrate e bevete 1 o 2 tazze al giorno lontano dai pasti tutti i giorni per 2 settimane e a giorni alterni per altre 2 settimane.

Altri due rimedi sono molto interessanti sono:

  • Il brodo di clorofilla per rilassare il fegato, ma anche in caso di nausea e gonfiore:
    • Portate a bollore una tazza di acqua, aggiungete una manciata di foglie verdi tritate finemente, lasciate sobbollire uno o due minuti, filtrate e bevete il liquido così ottenuto prima di cena; in caso di forte debolezza potete aggiungere un pizzichino di sale
  • Carote e daikon per sciogliere accumuli, ridurre il colesterolo e sciogliete i calcoli alla cistifellea, da prendere possibilmente tra le 17 e le 20:
    • Portate a bollore una tazza di acqua con ¼ T di carote grattugiate e ¼ T di daikon (o ravanelli) grattugiato, quindi aggiungete ½ c di umeboshi e 1/6 di foglio di alga nori, fate sobbollire altri 3 minuti, aggiungete qualche goccia di shoyu e fate sobbollire ancora prima di bere il brodo così ottenuto insieme alle verdure

Infine ci sono alcune pratiche esterne che possono portare giovamento al nostro fegato/cistifellea:

  • Le frizioni (abbiamo parlato di questa meravigliosa pratica qui)
  • Gli esercizi di do-in (in particolare si può massaggiare e stimolare l’alluce dei piedi che è il punto da cui parte il meridiano del fegato)
  • Gli stiramenti dei meridiani o esercizi Makko-ho (in particolare per stirare il meridiano del fegato e della cistifellea dovete sedervi con le gambe tese e divaricate, stendere le braccia verso l’alto, ruotare leggermente il busto verso la gamba sinistra e abbassare il busto lateralmente verso la gamba destra fino ad appoggiarvi. Una volta raggiunta la posizione, inspirate ed espirate profondamente per tre volte e poi tornate nella posizione di partenza e abbassate le braccia. Ad ogni respiro, cercate di allungarvi un po’ di più).

Energia legno: impariamo ad ascoltare il nostro fegato

Energia legno - il fegato

Come abbiamo visto, la primavera è la stagione dell’energia Legno, che coinvolge direttamente fegato e cistifellea. Il meridiano del fegato attraversa praticamente tutto il corpo e quindi tanti sintomi che affliggono gran parte delle persone hanno spesso origine da una condizione di squilibrio di questo organo.

Un altro aspetto importante è che spesso in primavera, proprio perché il fegato è stimolato dall’energia del momento, questi sintomi potrebbero addirittura accentuarsi.

Infine, sarebbe bene ricordarsi di “nutrire” anche gli organi legati alle energie più lontane rispetto a quella in cui ci troviamo, in questo caso Terra (stomaco, milza, pancreas) e Metallo (intestino crasso e polmoni).

Ma quali sono i “sintomi fegato”?

Ecco alcune parole chiave che ci possono far pensare a un coinvolgimento del fegato:

  • Squilibrio emozionale che può generare rabbia, impazienza, frustrazione, risentimento, aggressività, ecc.
  • Stagnazione del ki (la nostra energia) che può manifestarsi sottoforma di gonfiore (un classico esempio è la pancia che si gonfia verso sera), tensione a livello muscolare e dei tendini, problemi agli occhi
  • Stagnazione del sangue dovuta a un cattivo funzionamento del filtro preposto alla sua depurazione, il fegato appunto, da cui possono derivare problemi di pelle (se il sangue non viene purificato in modo adeguato, eliminerà le tossine attraverso la pelle), del ciclo, anemia, problemi di secchezza, ecc.
  • Eccesso di calore che a volte può interessare anche stomaco-milza-pancreas, ovvero gli organi dell’energia Terra che è controllata dall’energia Legno, e il sistema circolatorio, visto che tutte le parti elastiche del corpo, e quindi il cuore in quanto muscolo ma anche le vene e le arterie, sono controllati dal fegato
  • Vento ovvero una condizione “turbolenta” creata da un eccesso di calore che può manifestarsi, ad esempio, sotto forma di dolori che si spostano, tremori, crampi, sbalzi emotivi, nervosismo, prurito, vertigini, ecc.

Vediamo ora alcune abitudini che possono danneggiare il fegato:

  • Mangiare troppo e in modo disordinato, utilizzando cibo stracotto o riscaldato più volte, trattato con sostanze chimiche o farmaci (ad esempio il cibo animale proveniente dagli allevamenti intensivi) o preparato con ingredienti scadenti
  • Mangiare tanti grassi animali, soprattutto contenuti nei prodotti stagionati
  • Mangiare troppi prodotti da forno (pane, pizza, taralli, torte, brioches), soprattutto se secchi e duri (un po’ di pane a pasta acida preparato con farine di qualità non rappresenta quasi mai un problema)
  • Mangiare tanti prodotti tostati
  • Mangiare zucchero, alimenti molto dolci e soprattutto ad alto contenuto di fruttosio
  • Fare uso abituale di alcool e stimolanti, in particolare caffè e cacao
  • Eccedere nell’uso di spezie e condimenti di origine tropicale
  • Usare tanto olio e soprattutto a crudo
  • Mangiare la sera tardi
  • Non riposare a sufficienza
  • Fare eccessiva attività fisica

La settimana prossima vedremo invece i cibi e le abitudini che piacciono di più al nostro fegato, con particolare attenzione ad alcuni rimedi.

Aria di primavera: il periodo dell’energia Legno

Aria di primavera: l'energia legno

In questi giorni basta mettere il naso fuori casa per sentire che qualcosa sta cambiando, anche se l’aria è di nuovo frizzantina (il caldo dei giorni scorsi era davvero anomalo!). Durante il giorno le temperature sono decisamente più alte e il sole diventa sempre più caldo, tutti indizi che ci fanno pensare che la primavera sia alle porte!

Da un punto di vista energetico, stiamo uscendo dal periodo dominato dall’energia Acqua per entrare nel periodo dell’energia Legno. Ma cosa significa?

Cosa è il periodo dell’energia Legno

Questo periodo dell’anno è caratterizzato da un’energia in apertura, ascendente: la natura si risveglia dopo il riposo invernale e tutto si proietta verso l’esterno. Anche il nostro corpo si apre, per lasciare andare tutto lo yang accumulato e trattenuto durante l’inverno, quando invece avevamo bisogno di creare forza e calore.

Gli elementi che caratterizzano l’energia Legno sono l’orzo e il farro come cereali, le foglie verdi come verdura, i piselli e la soia verde come legumi e il sapore acido.

Da un punto di vista emotivo, se espressa bene l’energia Legno è caratterizzata da pazienza e costanza, aspirazione e idealismo, da un sano romanticismo, forza spirituale e voglia di crescita, mentre se espressa male porta con sé rabbia e impazienza, che possono sfociare in vere e proprie esplosioni di collera.

Il periodo legno: fegato e cistifellea

L’energia Legno corrisponde a una coppia di organi, il fegato (organo yang, compatto e pieno, con meridiano yin che sale lungo il corpo) e la cistifellea (organo yin, vuoto, con meridiano yang che scende lungo il corpo).

Il meridiano del fegato, infatti, parte dall’alluce del piede, sale lungo la parte interna della gamba, passa intorno ai genitali, attraversa i polmoni, la gola, passa dagli occhi e arriva alla testa. Dai lati della testa poi parte il meridiano della cistifellea, che scende lungo i lati del corpo, fino al quarto dito del piede.

Nella visione orientale, il fegato è considerato il generale, secondo per importanza solo all’imperatore, ovvero il cuore.

Secondo la visione occidentale, le principali funzioni del fegato sono:

  • Eliminare impurità e tossine
  • Metabolizzare il cibo e immagazzinare sostanze nutritive
  • Creare enzimi, proteine e altre sostanze indispensabili
  • Creare la bile e facilitare la digestione
  • Coordinare e armonizzare il metabolismo

Secondo la visione orientale, le principali funzioni del fegato sono:

  • Distribuire l’energia e i liquidi nel corpo
  • Filtrare il sangue, mantenendo le riserve di ferro e altre sostanze necessarie
  • Contribuire al buon funzionamento di tendini, legamenti, muscoli, occhi, unghie e organi genitali

La cistifellea, invece, è un piccolo organo muscolare vicino al fegato e la sua funzione principale è quella di secernere nel duodeno la bile prodotta dal fegato per facilitare la digestione dei grassi.

Il meridiano del fegato attraversa praticamente tutto il corpo e quindi tantissimi sintomi e/o disturbi che affliggono la maggior parte delle persone sono legati a questo organo.

La settimana prossima vedremo quali sono i classici “sintomi fegato” e come aiutarci con il cibo, i rimedi e alcune pratiche esterne, andando a lavorare sulle cause.

Come perdere peso in primavera

Perdere peso in primavera

Come faccio a perdere peso senza ricorrere a diete punitive? Come faccio a prepararmi per la fatidica “prova costume”? Come faccio a non sentirmi più appesantita? Queste sono alcune delle domande che amiche e conoscenti mi rivolgono con maggiore frequenza in questo periodo.

La primavera, da un punto di vista energetico, è il periodo dell’anno più adatto per alleggerirci di tutti gli accumuli dell’inverno e quindi, perché no, riconquistare anche quella forma fisica che, complici l’abbigliamento più pesante e la pigrizia dettata dal freddo e dalla mancanza di luce, abbiamo un po’ trascurato.

Quindi, per chi vuole rimettersi in forma, consigliamo di:

  • Fare un po’ di attività fisica con regolarità, se possibile all’aria aperta (può bastare anche solo mezz’ora di camminata a passo sostenuto al giorno), per ossigenare il sangue e bruciare i carboidrati
  • Non saltare i pasti perché il nostro corpo, nella sua intelligenza, interpreta la ridotta quantità di cibo disponibile come un segnale di “carestia” e quindi, per sopravvivere, tende a rallentare il metabolismo
  • Non demonizzare i carboidrati e buttarsi sulle tanto diffuse diete iperproteiche che, a fronte di un primo rapido dimagrimento, sono poi responsabili del cosiddetto “effetto yo-yo”, senza parlare degli effetti negativi a lungo termine sulla nostra salute in generale
  • Basare l’alimentazione su cereali integrali in chicco, verdure di stagione, legumi, un po’ di pesce bianco (grazie all’elevato contenuto di iodio, stimola la tiroide e quindi il metabolismo), condimenti di qualità senza esagerare con l’olio (con le sue 9 calorie per grammo è l’alimento più calorico rispetto alle 4 calorie per grammo di cereali e legumi e le 7 calorie per grammo dell’alcol), frutta e cibi ricchi di fibre che aiutano a creare senso di sazietà
  • Modificare le proporzioni dei vari alimenti aumentando le verdure fino al 50% e riducendo i cereali al 30-40%
  • Ridurre il consumo di olio, pasta, prodotti da forno (pizza, cracker, grissini, taralli, biscotti, brioches, torte) e cibo animale, tutti alimenti che, anche se sono di buona qualità, non aiutano a sciogliere i vecchi accumuli (in particolare i cibi yang come i prodotti da forno e il cibo animale creano tensione in profondità e alimentano la voglia di dolce)
  • Ridurre il consumo di verdure dolci e crucifere perché inibiscono l’assorbimento di iodio da parte della tiroide e quindi non aiutano il metabolismo
  • Mangiare di più la mattina e a pranzo e meno a merenda e a cena perché verso sera, così come in autunno/inverno, il metabolismo tende a rallentare

Quando ci mettiamo ai fornelli, impariamo a privilegiare:

  • I cereali a chicco lungo (riso integrale, basmati integrale, venere, thai rosso, ecc.), dal sapore amaro (quinoa, amaranto), leggeri (mais, cous cous), che asciugano (in particolare il miglio)
  • Le cotture al dente (pressare, saltare in padella con poco olio e sale, scottare, cuocere al vapore)
  • I legumi magri (ad esempio le lenticchie e i fagioli azuki)
  • Le alghe ricche di iodio e sali minerali, che stimolano il metabolismo e rafforzano il sistema immunitario
  • Daikon e funghi shitake per la loro capacità di “sciogliere” vecchi accumuli
  • Le verdure a foglia verde
  • I condimenti come miso e shoyu, che aiutano a ridurre la quantità di sale (il sale è yang e tende a farci “trattenere”)
  • Il tè verde e le bevande stimolanti per risvegliare il metabolismo
  • Lo zenzero e le spezie in generale, i gusti piccanti, il sapore agrodolce e amaro
  • I dessert cremosi al cucchiaio