Le verdure ben cotte: calore e forza per il nostro corpo

Kinpira di verdure

Durante la dieta invernale, diamo grande enfasi all’uso delle verdure, in particolare alla varietà nella scelta della forma, ma anche degli stili di cottura. Le verdure sono quell’elemento della nostra alimentazione che, più di ogni altro, ci dona elasticità e flessibilità.

Oggi vi lascio tre ricette di verdure “ben cotte”, per portare forza e calore in profondità. Un’idea potrebbe essere quella di scegliere un piatto alla settimana e prepararlo per due o tre giorni.

Nishime di verdure

2 strisce di kombu (15-20 cm) ammollate e tagliate a pezzetti

1 carota

2 cipolle

½ daikon o 1 rapa

¼ zucca

¼ verza o cavolo cappuccio

shoyu q.b.

  • Prendete una pentola con il fondo spesso, disponete sul fondo la kombu a pezzetti e ricoprite con un dito d’acqua.
  • Tagliate le verdure a pezzi grossi 3-4 cm. e aggiungetele a strati (dalla verdura che cresce più in alto a quella che cresce più in profondità), portate ad ebollizione e fate cuocere coperto a fiamma bassissima per 30 minuti circa.
  • Insaporite con un po’ di shoyu e fate cuocere per altri 2-3 minuti.

Questo piatto si può fare con varie combinazioni di verdure, ma è importante che siano almeno due. Si può fare anche una versione con un po’ di olio. Infine si può fare anche solo di daikon e in questo caso si condisce con lo shiro miso.

Marmellata di verdure dolci

1 T zucca a dadini

1 T carote a dadini

1 T cipolle a dadini

1 T cavolo a pezzetti di 1-2 cm.

1 o 2 T acqua.

2 pz sale marino integrale fino

  • Mettete sul fuoco una pentola con l’acqua, unite tutti gli ingredienti a strati e fate prendere il bollore, quindi fate cuocere a fuoco basso e coperto per 4-5 ore.
  • Spegnete e riducete il tutto in purea con il suribaci o il passaverdure.

Questa preparazione può essere surgelata o sterilizzata in vasetti per conservarla. Volendo potete ridurre il tempo di cottura.

Kinpira di verdure

½ T bardana (anche secca e ammollata in acqua) o rapa o daikon o pastinaca

½ T carote

1 C olio di sesamo

shoyu

acqua q.b.

  • Spennellate una padella dal fondo spesso con l’olio e fatelo scaldare.
  • Aggiungete la bardana e fatela saltare per 2 o 3 minuti, quindi aggiungete la carota tagliata a punta di matita sopra la bardana e versate acqua in modo da coprire la bardana.
  • Coprite e fate cuocere a fuoco basso finché le verdure saranno quasi cotte (circa 15/20 minuti).
  • Aggiungete un po’ di shoyu, coprite ancora e fate cuocere finché l’acqua non sarà asciugata.
  • Prima di servire, aggiungete un po’ di succo di zenzero.

Questo piatto si può preparare solo con le carote o aggiungendo anche cipolle, rape o la radice di loto. Se si vuole evitare l’olio, si può mettere sul fondo della pentola dell’acqua e procedere nello stesso modo.

I germogli… cibo vivo!

germogli, come farli in casa

I germogli sono un alimento prezioso, in un certo senso rappresentano la metafora della primavera, della natura che si sveglia, e ci sono tantissimi motivi per provare a coltivarli:

  • Sono un alimento vivo, ricco di energia vitale che trasferiscono al nostro corpo
  • Sono super energetici
  • Sono facilmente digeribili
  • Sono un concentrato di vitamine (ne contengono molte più del seme e della pianta)
  • Sono ricchi di sali minerali facilmente assimilabili
  • Sono buonissimi!

È bene consumarli crudi, per non intaccarne le proprietà nutritive, ma di tanto in tanto potete anche farli saltare velocemente in padella, soprattutto quelli più grandi.

Ormai in commercio si trovano facilmente anche già pronti, ma se volete farli in casa, scoprirete che è una cosa estremamente facile, veloce, economica e divertente.

Cosa fare germogliare?

  • Potete far germogliare qualsiasi seme, ad esempio lenticchie, ceci, fagioli, soia, semi di lino, crescione, rucola, erba medica (alfa-alfa), cavolo rosso, broccolo, daikon, senape, miglio, amaranto, fave, riso, avena, segale, orzo, ecc.
  • Tenete conto però che i vari semi hanno sapori diversi, alcuni sono più dolci altri più pungenti, quindi magari provate con quantità piccole per scoprire quelli che vi piacciono di più
  • Inoltre è importante che siano biologici e non decorticati.

Come produrre i germogli in casa?

  • Procuratevi un germogliatore (acquistabile nei negozi biologici o su internet) o anche semplicemente un barattolo di vetro, un cestello per le verdure al vapore, il cestello della centrifuga per l’insalata, uno scolapasta, l’importante è che durante la germogliazione l’acqua non ristagni per evitare la creazione di muffe
  • Sciacquate i vostri semi e metteteli in ammollo per tutta la notte (per i semi più piccoli bastano 6/8 ore, per quelli più grandi ne servono 12)
  • Scolateli e trasferiteli nel germogliatore o nel contenitore che avete scelto e che coprirete con una garza fissata con un elastico
  • Annaffiateli due o tre volte al giorno, facendo attenzione a non lasciare acqua stagnante (se li avete nel vaso, ad esempio, è importante scolarli bene)
  • Durante la fase della germogliazione, è bene tenerli al buio, in un cassetto o coperti con un telo, per riprodurre l’assenza di luce in cui si trova il seme quando viene piantato nella terra
  • Nel giro di 3 o 4 giorni avrete i vostri germogli pronti da gustare
  • Una volta pronti, potete conservarli in frigorifero per 5 o 6 giorni
  • In genere, prima di consumarli, si consiglia di esporli qualche ora alla luce del sole.

Buon divertimento!

Cosa sono le verdure pressate?

verdure pressate

La cottura del cibo è uno degli elementi che contraddistingue l’uomo dall’animale e proprio attraverso l’uso dei vari stili di cottura possiamo modificare l’energia degli alimenti e quindi l’effetto che hanno sul nostro corpo.

I fattori che ci permettono di “cuocere” e quindi rendere più “yang” il cibo sono quattro: il calore, il tempo, il sale e la pressione.

La pressatura è uno stile di cottura che ne usa solo tre: il sale, il tempo e la pressione. In genere si usa con le verdure ed è un ottimo sistema per ottenere quell’effetto croccante tipico delle verdure crude, senza però introdurre nel nostro corpo un’energia troppo “yin” o raffreddante, che in inverno potrebbe creare dei problemi.

Come si preparano le verdure pressate?

  • Scegliete delle verdure di stagione che vi piacciono (carote, finocchi, cavolo cappuccio, cetrioli, daikon, ravanelli, ecc.)
  • Tagliatele sottili con l’aiuto di una grattugia, una mandolina o un robot da cucina
  • Mettetele in una ciotola e conditele con del sale marino integrale o dell’acidulato di umeboshi (un aceto salato ottenuto dalla fermentazione delle prugne umeboshi)
  • Iniziate a mescolarle con le mani, massaggiandole a lungo, finché inizieranno ad ammorbidirsi
  • Trasferitele in un pressaverdure oppure, se non l’avete, appoggiate un piatto sulle verdure e poi mettetele in pressione appoggiandovi sopra un peso (ad esempio una pentola piena d’acqua)
  • Lasciatele in pressione finché iniziano a rilasciare il loro liquido (il tempo può variare da una a tre ore circa in base alla percentuale di acqua contenuta nelle verdure e alla stagione)
  • Quando sono pronte, strizzatele e conditele, naturalmente senza usare sale perché sono già salate e idealmente senza usare olio crudo per non raffreddare il corpo (potete provarle anche con succo e scorza di limone)
  • Potete arricchirle aggiungendo delle alghe ammollate e tagliuzzate prima di metterle in pressione oppure, una volta pronte, delle fettine di mela, della frutta disidratata ammollata (uvetta, prugne, albicocche), della frutta secca o dei semi oleosi tostati
  • Se ne fate in abbondanza, potete trasferirle con il loro liquido in un contenitore di vetro e conservarle in frigorifero anche 2 o 3 giorni
  • Come quantità, ne bastano una o due forchettate al giorno.

Perché usare le verdure pressate?

  • Sono un ottimo sistema per mangiare anche in inverno verdura “cruda” e croccante (quindi integra da un punto di vista nutrizionale perché non viene esposta al calore) senza raffreddare il corpo, cosa che invece avverrebbe mangiando delle normali verdure crude;
  • Grazie alla fermentazione, per quanto rapida, sono nutrizionalmente più ricche e digeribili (la fibra viene ammorbidita);
  • Durante la fermentazione si formano dei lactobacilli che aiutano a regolarizzare il funzionamento dell’intestino e quindi a rafforzare il sistema immunitario
  • Sono buonissime!