Cibo animale e macrobiotica: una questione di equilibrio

Una delle definizioni che più mi piace per presentare la macrobiotica è che non vuole essere una gabbia in cui rinchiudersi (regole e dogmi imposti da altri e accettati senza spirito critico), ma un paio d’ali per imparare a volare (principi che ci guidano verso scelte consapevoli).

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Macrobiotica: principi, scelte consapevoli e legge del tre

A proposito di scelte, un principio importante per valutare l’opportunità o meno di inserire un alimento nella nostra dieta e come usarlo è la legge del tre: quando consumiamo alimenti “forti” (yin o yang), questi hanno un effetto forte nel corpo per tre giorni e poi, dopo tre settimane circa, in genere il corpo tende a portarli verso le vie d’uscita in base alla loro natura (per semplificare, gli eccessi yin vanno verso l’alto e gli eccessi yang si depositano nelle parti profonde del corpo) e si assiste a un’altra eliminazione.

Il ruolo del cibo animale nell’alimentazione macrobiotica 

In un contesto di alimentazione macrobiotica, basata sul consumo di cereali, legumi e verdure, come si inserisce il cibo animale?

Qualità, quantità e frequenza del cibo animale

Se guardiamo la piramide alimentare macrobiotica in realtà nulla è escluso, nemmeno il cibo animale, ma diventa una questione di qualità, quantità e frequenza. Il problema della società moderna occidentale è che in genere se ne mangia troppo, troppo spesso e di scarsa qualità (il cibo animale che proviene dagli allevamenti intensivi è pieno di ormoni, farmaci, antibiotici, non rispetta quello che sarebbe il naturale ritmo di crescita degli animali e sfrutta in modo esagerato le risorse della terra).

I vantaggi della cucina macrobiotica

Quindi, se diamo per scontata una presenza di cibo animale nella dieta e vogliamo capire l’effetto che ha sul nostro organismo e come bilanciarlo, è importante partire precisando che la cucina macrobiotica ha una serie di vantaggi:

  • Nutre corpo, mente e spirito, portando forza e flessibilità
  • Facilita il flusso del ki, il flusso energetico che è all’origine di ogni cosa e attraversa tutto il corpo, e alimenta tutti i chakra
  • Favorisce il cambiamento positivo
  • Aiuta a invecchiare bene

Per contro, il cibo animale:

  • Crea rigidità e tensione (sia fisica che mentale)
  • Non aiuta a creare ordine, per non dire addirittura che crea disordine, perché stimola la voglia di yin (zucchero, alcool, caffè, cioccolato, ecc.)
  • Ostacola qualunque processo di cambiamento
  • Non aiuta un invecchiamento sano e armonioso
  • Da un punto di vista energetico, stimola solo i chakra bassi

Tra i cibi di origine animale con un effetto più “forte” sul corpo ci sono sicuramente lo yogurt (soprattutto se alla frutta e zuccherato), il parmigiano e i formaggi stagionati in genere, gli insaccati, la carne (sia bianca sia rossa, anzi la bianca, che spesso viene proposta come alternativa più sana, è molto più yang della rossa e ha un effetto molto più forte) e le uova.

Obiettivo dell’articolo: equilibrio e consapevolezza

Lo scopo di questo articolo, quindi, non è quello di demonizzare il cibo animale, ma di lasciare qualche consiglio a chi sente la necessità di ridurne il consumo senza fare troppa fatica e vuole compensare l’effetto del cibo animale che ha consumato in passato e che continuerà a consumare.

Ecco quindi alcuni semplici suggerimenti:

  • Una buona strategia per facilitare una riduzione del consumo di cibo animale consiste nel:
    • introdurre nella propria alimentazione quotidiana più cereali e verdure che non alimentano la voglia di cibo animale
    • aumentare il consumo di piatti tradizionali a base vegetale (pasta e fagioli, pasta e lenticchie, zuppe di cereali, verdure e legumi) in modo da avere sapori familiari riducendo la componente animale
    • magari all’inizio usare più seitan e “formaggi” a base di frutta secca per soddisfare la voglia di grasso e sapori “ricchi”
    • aumentare il consumo di grassi vegetali come olio, frutta secca, ma anche prodotti come tofu e tempeh o piatti come hummus e preparazioni fritte (spesso il cibo animale viene presentato esclusivamente come fonte proteica, ma in realtà è molto ricco di grassi ed è questa la componente che manca di più)
  • Per mitigare l’effetto forte dei prodotti di origine animale è bene
    • sceglierli biologici e di qualità
    • consumarne porzioni ridotte e con meno frequenza
    • usare quotidianamente alimenti che aiutano a sciogliere i grassi (daikon, shitake, rape, ravanelli, ecc.)
    • aumentare la quantità di verdure consumate abitualmente
    • usare cibi e condimenti a lunga fermentazione (crauti, tempeh, miso, shoyu, umeboshi, ecc.)
    • usare sapori agrodolci che aiutano il fegato
    • aumentare il consumo di pesce prevalentemente a carne bianca a discapito dell’altro cibo animale
    • compensare la voglia di yin e rilassare con frutta cotta e dolci cremosi (mousse e budini)
  • Alcalinizzare per compensare l’effetto fortemente acidificante del cibo animale usando tante verdure in tutte le forme e variando gli stili di cottura, usare abitualmente condimenti salati fermentati, gomasio e alghe
  • Masticare a lungo il cibo (almeno 30 volte ogni boccone)

 

In conclusione

Senza demonizzare niente, un consiglio che penso possa essere adatto per tutti è di ridurre gradualmente di consumo di cibo animale (ad eccezione del pesce a carne bianca che di solito lascio per un uso più frequente), di sceglierlo sempre di massima qualità e possibilmente biologico, di non esagerare con le quantità e di aiutare il nostro corpo in questo processo di cambiamento sia per renderlo meno faticoso, sia per compensare per tutto quello che magari abbiamo mangiato in passato.

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