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Rimedi macrobiotici

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RIMEDI MACROBIOTICI: COSA SONO? COME SI USANO? QUANDO SI USANO?

Molto spesso si sente parlare di rimedi macrobiotici, ma altrettanto spesso c’è molta confusione a riguardo. Ho quindi pensato di prenderci del tempo per capire cosa sono e vedere quali sono i principali rimedi che possono aiutarci nella nostra quotidianità. Prima, però, vorrei condividere alcune riflessioni di base.

Una delle prime volte che ho sentito parlare di rimedi macrobiotici è stato durante una lezione a La Sana Gola quando il mio insegnante, Martin Halsey, ha usato un’immagine che mi è rimasta impressa e che rende molto bene l’idea, in modo semplice e chiaro.

Quando mangiamo, è come se avessimo un arcobaleno nel piatto: troviamo infatti una grande varietà di ingredienti, colori, sapori, consistenze, stili di cottura e condimenti. Tutto questo crea movimento, varietà e dinamismo nel nostro corpo, tutti fattori indispensabili per raggiungere quell’equilibrio che è la base del nostro benessere.

Quando invece prendiamo un rimedio, è come se assumessimo un solo colore dell’arcobaleno, in altre parole una forma concentrata di energia che va ad agire in un punto specifico del nostro corpo o che produce un effetto altrettanto specifico.

COSA SONO

In genere i rimedi macrobiotici sono dei decotti, principalmente a base di verdure, alghe e condimenti di buona qualità, che possono aiutarci sia a tamponare un problema in fase acuta sia a ottenere un effetto più a lungo termine, modificando in modo più profondo la qualità del nostro sangue.

Parlando di rimedi, possiamo fare una prima distinzione tra:

  • i rimedi da usare come pronto soccorso, ovvero in presenza di un problema o disturbo in fase acuta: in genere si assumono per un periodo limitato di tempo e tendenzialmente funzionano con chiunque, a prescindere da come uno mangia abitualmente;
  • i rimedi più a lungo termine, che influenzano la qualità del nostro sangue e ci permettono di realizzare dei cambiamenti più profondi e duraturi, ma che, per poter essere efficaci, richiedono anche il supporto di un’alimentazione adeguata.

Anche per quanto riguarda i disturbi o problemi di salute, possiamo dividerli in due categorie principali:

  • problemi di tensione, contrazione e accumulo da una parte (problemi yang);
  • problemi di debolezza e perdita di forma dall’altra (problemi yin).

Di conseguenza, anche i rimedi si possono dividere in due categorie principali:

  • rimedi che rilassano e sciolgono e sono quindi indicati per problemi di tensione, contrazione e accumulo;
  • rimedi che rafforzano e tonificano, più indicati per problemi di debolezza e perdita di forma.

Alla luce di questa distinzione, spesso le persone sono portate a pensare che in presenza di un problema yin si possa tornare in una condizione di equilibrio assumendo più cibo yang (gli alimenti yang sono essenzialmente cibo animale, prodotti da forno, sale, alimenti tostati o arrostiti) e viceversa, in presenza di un problema yang, si possa tornare in equilibrio assumendo più cibo yin (gli alimenti yin sono zucchero, alcool, cibo tropicale tipo cioccolato, caffè, frutta tropicale e spezie, olio, frutta, latticini freschi, cibo crudo). 

Peccato che se facessimo davvero così, il rischio sarebbe non solo di non risolvere il problema, ma di crearne altri, perché andremmo ad assumere grandi quantità di alimenti energeticamente sbilanciati ed “estremi”.

COME SI USANO

Partendo dal presupposto che un problema di salute va sempre valutato in base alla costituzione della persona, alla sua condizione, allo stile di vita, alle abitudini alimentari e a tanti altri fattori, possiamo però creare una sorta di principio guida per aiutarci a capire come intervenire in presenza di un problema o disturbo:

Problema yin:

  • togliere fattori yin dalla dieta;
  • basare l’alimentazione su cereali, verdure, legumi, condimenti di buona qualità;
  • usare un rimedio yang (che può variare a seconda del problema).

Problema yang:

  • togliere fattori yang dalla dieta;
  • basare l’alimentazione su cereali, verdure, legumi, condimenti di buona qualità;
  • usare un rimedio yin (che può variare a seconda del problema).

Esistono poi degli alimenti che, almeno in una prima fase, sono sempre da eliminare o ridurre il più possibile perché rallentano qualsiasi processo di cambiamento, e quindi di miglioramento. In particolare mi riferisco a:

  • il cibo di origine animale (carne, uova, latte e formaggi) ad eccezione di un po’ di pesce a carne bianca che si comporta in modo diverso;
  • i prodotti da forno, ovvero farine impastate con grassi, anche di buona qualità, e cotte in forno (in un ambiente secco, ad una temperatura elevata e per un tempo prolungato);
  • lo zucchero.

Quando si cerca di inquadrare un disturbo o problema, anche la stagione in cui si manifesta può essere un indicatore importante. In genere i momenti in cui si manifestano più sintomi coincidono con i cambi di stagione e in particolare:

  • in primavera tendono a manifestarsi sintomi più yang (il nostro corpo cerca di eliminare lo yangaccumulato durante l’inverno e spesso lo fa in modo “violento”) e quindi in genere non è consigliabile assumere rimedi troppo yang per non bloccare il processo di eliminazione;
  • In autunno tendono a manifestarsi sintomi più yin (il nostro corpo cerca di eliminare lo yinaccumulato durante l’estate).

COME RENDERLI PIU’ EFFICACI

Se poi vogliamo rendere il cambiamento ancora più veloce e profondo, possiamo aiutarci con dei piatti speciali, nei quali si presta particolare attenzione non solo alla scelta e alla combinazione degli ingredienti anche in base alla loro energia e quindi all’effetto che hanno sul corpo, ma dove sono importanti anche l’uso dell’olio e del sale, degli stili di cottura e di tanti altri fattori, creando così dei piatti con un forte impatto sul nostro corpo. Alcuni esempi? La kimpira di verdure o la zuppa di kimpira, il nishime, azuki zucca e kombu, la zuppa di miso, la zuppa di shoyu, il miglio cremoso abbinato a verdure dolci, il riso saltato e tanti altri ancora.

Una parte molto importante dell’approccio macrobiotico prevede anche l’uso di pratiche esterne che possiamo scegliere e combinare in base alle esigenze specifiche. Tra queste troviamo le frizioni, il pediluvio (caldo o a temperatura ambiente, con il sale o lo zenzero, solo per citarne alcuni), gli impacchi di zenzero, il bagno con un kg. di sale, l’uso della borsa dell’acqua calda, per poi arrivare a trattamenti per i quali serve l’aiuto di un operatore specializzato come l’agopuntura, lo shiatzu, la riflessologia, la moxa, ecc.

Una raccomandazione: pur trattandosi di rimedi, piatti e pratiche apparentemente “innocui”, vi assicuro che hanno un forte impatto sul corpo e quindi, prima di compiere delle scelte, è sempre bene affidarsi a un esperto.

Il prossimo appuntamento è settimana prossima per parlare di rimedi che tonificano.

Buona trasformazione a tutti!

Per consulenze o info contatta Laura

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