10 buoni motivi per scegliere la macrobiotica

10 BUONI MOTIVI PER SCEGLIERE LA MACROBIOTICA

In un mondo in cui ogni giorno spuntano nuove diete e prodotti o integratori che promettono risultati miracolosi senza neanche troppa fatica, perché scegliere la macrobiotica?

Ecco quelli che secondo me sono 10 buoni motivi per farlo:

  1. Non è una dieta e quindi non è soggetta a “scadenza”: è uno stile di vita che dà particolare enfasi al cibo e che ci può accompagnare per sempre, con periodi più rigorosi se le circostanze lo richiedono, e periodi in cui ci concediamo più libertà, anzi la vera sfida è allargare sempre di più la nostra alimentazione senza perdere l’equilibrio;
  2. Come dice il nome stesso, promuove la “grande vita”, una vita “alla grande” dico io, perché attraverso il cibo e lo stile di vita ci aiuta ad esprimere al meglio il nostro potenziale, a manifestare i nostri talenti, a riconoscere e realizzare la nostra vera essenza;
  3. Ci permette di comprendere il cibo al di là della composizione biochimica e ci aiuta a percepirne l’effetto sul corpo, a sperimentarlo, ci invita all’ascolto per comprendere ciò che è meglio per noi in un determinato momento;
  4. Si pone come punto d’incontro tra est e ovest, raccogliendo l’eredità di tradizioni millenarie e adattandole alle varie realtà locali;
  5. Ci insegna a vedere i due lati della medaglia, lo yin e lo yang, non solo nel cibo, ma nella vita in generale, ci insegna a praticare la gratitudine e a capire come le cose che apprezziamo e giudichiamo come positive possono esserlo solo perché esiste la controparte “negativa”;
  6. Pur non avendo fondamenti scientifici nel senso più stretto del termine, è perfettamente compatibile con la scienza e potrebbe arricchirla con nuove chiavi di lettura, riuscendo a spiegare fenomeni davanti ai quali la scienza brancola ancora nel buio;
  7. È amica della Terra, perché promuove la scelta di prodotti stagionali, locali e biologici, perché suggerisce di consumare una percentuale minima di cibo animale, perché sostiene la riscoperta di ingredienti di qualità come i grani antichi, le verdure dimenticate e tanti altri ancora;
  8. Considera l’uomo come parte di un unico Infinito da cui tutto proviene, manifestazione unica, preziosa e irripetibile di quell’Infinito;
  9. Attraverso la scelta e la preparazione del cibo che ogni giorno mettiamo in tavola, ci aiuta a ritrovare sempre maggiore benessere fisico, mentale e spirituale, ci aiuta a costruire un corpo forte ma elastico e flessibile, ad equilibrare la parte maschile e femminile che risiede in ognuno di noi;
  10. Promuove un’idea di salute che non si riduce alla mera assenza della malattia, ma tiene conto di tutte le componenti, fisica, spirituale, emotiva e mentale, cerca di capire quali sono le cause alla base dei sintomi che si possono manifestare e soprattutto ci invita a diventare responsabili della nostra salute e non delegarla sempre ad altri.

E voi perché avete scelto o scegliereste la macrobiotica?

Dettagli della cucina macrobiotica: taglio delle verdure, stili di cottura e uso dell’olio

Cucina macrobiotica: i dettagli

Uno degli obiettivi della cucina macrobiotica è creare piatti armoniosi ed equilibrati, che siano belli, buoni, colorati e gustosi, per la gioia degli occhi e del palato. La cucina macrobiotica è perfetta per tutti i giorni, perché giorno dopo giorno, pasto dopo pasto, ci permette di nutrire corpo, mente e spirito con quello di cui hanno più bisogno.

La cucina macrobiotica, però, può diventare anche curativa. Il segreto consiste nel rendere ancora più equilibrati e bilanciati i piatti della cucina di tutti i giorni, dedicando particolare attenzione ai dettagli. Tra i più importanti ci sono:

  • Il taglio delle verdure
  • Gli stili di cottura
  • L’uso dell’olio

Il taglio delle verdure

Secondo la visione macrobiotica, le verdure hanno una loro energia intrinseca: ci sono verdure che crescono verso il basso, con un’energia prevalentemente yang (ad esempio le radici), verdure tonde con un’energia più equilibrata tra yin e yang (ad esempio la cipolla, la zucca, ecc.), e verdure che crescono verso l’alto, con un’energia prevalentemente yin (ad esempio le foglie verdi). Quando tagliamo le verdure, andiamo a modificare la loro energia e quindi dovremmo cercare di assecondarla il più possibile.

Per quanto riguarda le verdure tonde, è la loro forma a suggerirci come tagliarle: in genere sono facilmente divisibili in spicchi e quindi una buona regola è di seguirne la forma.

Per quanto riguarda le verdure che si sviluppano verso l’alto o verso il basso, il consiglio è di non tagliarle perpendicolarmente alla direzione di crescita, ma sempre un po’ in obliquo, in modo da non interrompere il flusso energetico. Inoltre, sarebbe bene procedere dall’estremità verso la radice, in modo da raccogliere l’energia e non disperderla. Per fare un esempio concreto, le carote andrebbero tagliate partendo dalla punta verso la parte con il ciuffo, mentre un porro o la catalogna andrebbero tagliati partendo dall’estremità delle foglie verso la radice.

Esistono poi tanti tipi di taglio: partendo dalla rondella, possiamo ottenere il taglio a bastoncino, fiammifero, julienne o chiffonade, ma possiamo anche fare una dadolata o una brunoise. Altri tipi di taglio molto interessanti sono la punta di matita e lo zoccolo di mulo.

A me piace molto variare i tipi di taglio in base al piatto che sto preparando perché la forma e lo spessore che diamo alle nostre verdure hanno un impatto non solo a livello energetico, ma anche di piacevolezza in bocca.

Gli stili di cottura

Un altro aspetto molto importante sono gli stili di cottura. Una prima macro distinzione è tra:

  • Stili di cottura più leggeri o yin: marinare, pressare, saltare, scottare, cuocere a vapore;
  • Stili di cottura più lunghi o yang: stufare, cuocere per assorbimento, al forno o in pentola a pressione, friggere, grigliare;
  • Doppie cotture, ovvero combinazioni di più stili diversi.

L’ideale sarebbe variare gli stili di cottura nella preparazione dei vari pasti della giornata, in modo da conferire al nostro corpo tanti tipi di energia diversi e creare quell’equilibrio dinamico che è tra gli obiettivi della cucina macrobiotica.

L’uso dell’olio nella cucina macrobiotica

Un altro dettaglio molto importante è la scelta del tipo di olio (olio evo, olio di sesamo, di semi, ecc.) e l’uso che ne facciamo (molto diverso è usarlo a crudo o in cottura, metterlo all’inizio della preparazione o aggiungerlo in corso d’opera, o ancora non usarlo affatto), così come l’impiego del sale (con la sua energia yang serve, insieme al calore del fuoco, a bilanciare lo yin dell’olio, oltre ad avere una funzione idroscopica, ovvero aiutare la fuoriuscita dell’acqua dagli alimenti, creando una sorta di liquido di cottura senza bisogno di aggiungere altra acqua).

E voi prestate attenzione a questi dettagli quando cucinate? Fatemi sapere cosa ne pensate!

Come avvicinarsi alla macrobiotica?

Avvicinarsi alla macrobiotica

Se una delle poche certezze della vita è che tutto cambia, è altrettanto vero che i cambiamenti possono suscitare sentimenti contrastanti: curiosità, paura, eccitazione, timore, entusiasmo, apprensione, resistenza.

Anche il nostro approccio al cambiamento può essere molto diverso: c’è chi parte in quarta, con un atteggiamento più “radicale” e disposto a rivoluzionare il proprio status quo, c’è chi lo vive come un percorso a tappe, integrando progressivamente piccole nuove abitudini che vanno a sostituire vecchi comportamenti consolidati, c’è chi è entusiasta al pensiero di cambiare e poi rimane bloccato dalla paura dell’ignoto.

Avvicinarsi alla macrobiotica può significare apportare alcuni cambiamenti, il principale dei quali riguarda l’alimentazione, e qui possono nascere i primi problemi. Il cibo è un tema molto delicato, ha una forte componente emotiva – credo di non essere l’unica a vivere talvolta il cibo come coccola, come valvola di sfogo, come premio -, è fortemente legato alla sfera della convivialità, della condivisione e della socialità, può far scricchiolare le basi del quieto vivere in famiglia, nel mio caso ad esempio a causa della presenza di due adolescenti in piena ribellione.

Ho quindi pensato di condividere con voi qualche suggerimento molto utile per avvicinarsi alla macrobiotica:

  • Non soffermiamoci col pensiero sulle abitudini che vogliamo eliminare, non diamo energia ai pensieri negativi, concentriamoci piuttosto sulle nuove buone abitudini che vogliamo introdurre, dedichiamo loro tutta la nostra energia, e vedrete come piano piano le pratiche che vogliamo eliminare diventeranno naturalmente incompatibili con il nostro nuovo modo di essere e tenderanno a scomparire;
  • Le pratiche positive generano pratiche positive: è un circolo virtuoso potentissimo, quindi consumare cibo equilibrato, che ci nutre profondamente, ci porterà a cercare sempre di più certi alimenti e attenuerà il desiderio di altri;
  • Se non c’è l’urgenza di un problema di salute che richiede attenzione e rigore, invece di limitarci a togliere, impariamo ad aggiungere, integrare, arricchire la nostra “dieta”, in questo modo alcuni alimenti che usiamo abitualmente verranno consumati con minore frequenza e magari verranno naturalmente eliminati o usati più di rado;
  • Cerchiamo di coltivare la curiosità: sperimentare con ingredienti nuovi può diventare fonte di grande soddisfazione;
  • Impariamo a pianificare i pasti della settimana, o almeno di due o tre giorni, in questo modo potremo ottimizzare la spesa senza rischiare che frutta e verdura vadano a male in frigorifero, oltre a sfruttare al meglio il tempo per portarci avanti con le preparazioni più lunghe (diventerete dei professionisti del famoso “meal prep”).

Ecco poi qualche piccola nuova abitudine utile per avvicinarsi alla macrobiotica che possiamo provare a integrare nella nostra routine almeno una volta alla settimana:

  • Cuciniamo un cereale integrale in chicco in abbondanza, visto che spesso hanno una cottura piuttosto lunga, ottimizziamo lo sforzo in modo da usarli due o tre giorni in preparazione diverse;
  • Cuciniamo un legume, anche questo un po’ abbondante, in modo da arricchire diversi piatti usandolo in forme diverse (in seme, frullato o ridotto in crema);
  • Cuciniamo in anticipo alcune verdure che richiedono una cottura più lunga (una zuppa o una vellutata, uno stufato, delle verdure al forno);
  • Prepariamo la base della zuppa di miso, così da averla pronta per qualche giorno;
  • Prepariamo della frutta cotta o una mousse di frutta per far fronte alle voglie di dolce improvvise con un sapore dolce più “naturale”;
  • Proviamo una o due volte alla settimana a modificare la nostra colazione, non è necessario arrivare subito alla crema di cereali, si può iniziare con un porridge da “condire” con i nostri ingredienti preferiti o del pane di qualità (possibilmente con farine di grani antichi e a pasta acida) su cui spalmare malto o composte di frutta, accompagnato dal mitico tè kukicha.

Cosa ne pensate? Vi sembra una cosa fattibile? Avete già provato a fare alcune di queste cose? Aspetto di sentire le vostre esperienze!

Che cosa è la macrobiotica?

che cosa è la cucina macrobiotica

Scusa ma… che cosa è la macrobiotica? Una dieta curativa? Una dieta restrittiva? Una dieta punitiva? Queste sono domande a cui spesso mi capita di dover rispondere quando inizio a parlare con qualcuno di alimentazione e quindi vorrei approfittare di questo spazio per condividere con voi la mia idea di macrobiotica.

Come direbbero gli inglesi, to make a long story short, vorrei innanzitutto precisare che la macrobiotica:

  • NON è una dieta
  • NON è una classificazione di alimenti concessi o vietati
  • NON è un insieme di restrizioni o peggio ancora di imposizioni

Ma allora che cosa è la macrobiotica? Sono davvero in difficoltà nel dare una definizione breve e coincisa, proverò quindi a lasciarvi qualche spunto di riflessione che potremo approfondire nelle prossime settimane.

Per ma la MACROBIOTICA è:

  • Un metodo (il Metodo Macro, appunto, che ho studiato alla Sana Gola con il mio insegnante e mentore Martin Halsey, ma anche con altri insegnanti provenienti da altre parti del mondo, che applico quotidianamente nella mia vita personale e condivido con chi si avvicina alla mia cucina) basato sul PRINCIPIO DELL’ARMONIA, il cui obiettivo è creare BENESSERE ed EQUILIBRIO nel nostro corpo e con l’ambiente in cui viviamo;
  • Uno stile di vita che interessa tutti gli aspetti della nostra esistenza, dall’alimentazione, compreso l’uso di rimedi e pratiche esterne, alle nostre abitudini quotidiane, alla cura della nostra dimensione emotiva, mentale e spirituale;
  • Un modo nuovo di guardare e interpretare il mondo che ci circonda partendo dalla polarità di base YIN e YANG, due forze opposte e complementari che troviamo in qualsiasi manifestazione della natura;
  • Una nuova visione del cibo, che non si limita a considerarlo un insieme di sostanze chimiche, ma tiene conto dell’effetto che gli alimenti hanno sul corpo e, di conseguenza, sulla mente e le emozioni;
  • Un modo di concepire la cucina come strumento per modificare l’energia intrinseca degli alimenti grazie all’uso delle varie tipologie di taglio (questo vale soprattutto per le verdure), di condimenti, ma soprattutto di stili di cottura;
  • Un insieme di criteri che ci aiutano a scegliere il cibo nel rispetto della tradizione, della stagionalità, della produzione locale e possibilmente biologica;
  • Un metodo che ci fornisce gli strumenti per imparare ad ascoltarci e quindi fare le scelte migliori per il nostro benessere;
  • Uno strumento che dovrebbe portarci libertà e consapevolezza, a tavola e in ogni altro aspetto della nostra vita, e non certo rinchiuderci in una gabbia di restrizioni;
  • Una pratica quotidiana per creare un corpo forte, elastico e flessibile;
  • Una “dieta” nel senso di “insieme degli alimenti che gli esseri umani assumono abitualmente per la loro nutrizione” basata prevalentemente sul consumo di cereali integrali in chicco, verdure di stagione, legumi, condimenti di qualità, frutta a guscio e semi oleosi, un po’ di alimenti fermentati, frutta e dolci di buona qualità, un po’ di cibo animale per chi decide di consumarlo;
  • Un modo per tutelare il pianeta (e gli animali per chi è vegano) partendo da quello che mettiamo ogni giorno nel piatto.

Questi sono solo alcuni aspetti della mia visione della macrobiotica che vorrei approfondire con voi nelle prossime settimane.

E per voi, invece, che cosa è la macrobiotica? Se avete piacere e voglia, scrivetemi e fatemi sapere cosa ne pensate, così da rendere il confronto più vivace e “nutriente” per tutti!