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Vegano fa rima con sano?

Ormai “vegano” è diventato uno dei termini più gettonati quando si parla di cibo e ristoranti; si trovano praticamente ovunque gastronomie vegane e anche la grande distribuzione offre scaffali pieni di prodotti già pronti. Il problema è che spesso, nell’immaginario collettivo, “vegano” è sinonimo di sano, ma purtroppo non sempre è così.

Il termine “vegano” è decisamente riduttivo se vogliamo farci un’idea dell’alimentazione di una persona perché:

  • Indica che cosa non mangia, ovvero cibo animale e derivati
  • Non fornisce nessuna indicazione in merito a cosa mangia (una persona che usa cereali integrali, verdure e legumi è tanto vegana quanto una che vive di hamburger di soia, patatine fritte e coca cola)
  • Non necessariamente un alimento “vegano” è anche sano, basti pensare allo zucchero ad esempio

Quindi è molto più importante concentrarci su quello che una persona mangia, anche perché più togliamo alimenti dalla nostra dieta, più dobbiamo curare e arricchire la nostra alimentazione per evitare eventuali carenze.

L’unica sostanza che una persona completamente vegana ha necessità di integrare è la vitamina B12 perché, pur essendo disponibile anche nei vegetali, non riusciamo ad assimilarla, per il resto niente paura!

Cosa mangiare allora? Sicuramente è importante avere una dieta varia, dove non possono mancare:

  • Cereali integrali e possibilmente in chicco che possiamo alternare a pasta, polenta, pane di buona qualità, ecc.
  • Verdure di stagione, variando più possibile la tipologia e gli stili di cottura
  • Legumi e derivati, come tofu, tempeh e, per qualche occasione speciale, un po’ di seitan, ma mi raccomando senza esagerare
  • Condimenti di buona qualità (olio evo, olio di sesamo, olio di girasole, sale marino integrale, ma anche prodotti fermentati con miso e salsa di soia o tamari di buona qualità, aceto di riso, acidulato di umeboshi)
  • Frutta secca e semi oleosi
  • Dolcificanti di qualità come malto di riso o, nelle occasioni speciali, un po’ di sciroppo d’acero, possibilmente di grado C che è quello meno raffinato (state alla larga da qualsiasi tipo di zucchero e anche dallo sciroppo d’agave)
  • Frutta di stagione, magari meglio cotta in inverno e cruda in estate (togliendo tutto il cibo animale, la dieta si alleggerisce molto e viene meno anche una fonte di calore per cui dobbiamo compensare scaldando il nostro corpo riducendo il crudo e usando stili di cottura più “forti” come stufare, il forno, la frittura)

Un ultimo accenno ai prodotti già pronti: possono essere un utile “piano B” in una situazione di emergenza, ma non approfittatene e soprattutto leggete sempre l’etichetta perché a volte sono dei veri pasticci!