Spring diet, la dieta alimentare non dieta

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Dieta di primavera

Ormai la primavera è alle porte, la si sente nell’aria!

Come abbiamo già visto, la primavera è la stagione dell’energia Legno, un’energia acendente, espansiva, in apertura, durante la quale anche il nostro corpo è più predisposto ad aprirsi, sciogliere ristagni, eliminare vecchi accumuli e lasciare andare gli eccessi. Quindi, anche per chi ha un’alimentazione “leggera”, prevalentemente a base vegetale, può diventare un appuntamento fisso per lavorare più in profondità.

Ecco perché ogni anno vi propongo di seguire, per un periodo di tempo limitato, la cosiddetta “Spring Diet” creata dal mio insegnante Martin Halsey, un modo per fare un po’ di pulizia profonda senza rischiare, grazie alle temperature più miti di questo periodo, di indebolirci o soffrire il freddo.

In caso di necessità, un periodo “curativo” si può fare anche in autunno, soprattutto se ci sono problemi di debolezza e eccessi yin da smaltire. In questo caso potete consultare la dieta d’autunno, ma ricordate di chiedere sempre consiglio a un esperto perché ci sono particolari accorgimenti da seguire e non tutti i consigli sono sempre adatti per tutti.

La scelta di approfittare dei cambi di stagione per “lavorare” in modo più profondo e mirato e ottenere così grandi benefici per il nostro benessere è dettata dal principio dell’armonia.

Per sua natura il nostro corpo tende ad adattarsi costantemente all’ambiente nel quale vive e a creare equilibrio con le varie stagioni: durante l’inverno, che è freddo e umido (yin), il corpo diventa più yangper mantenere calore, mentre durante l’estate (yang), il corpo si rilassa e diventa più yin per rinfrescarsi e sopportare meglio le calde temperature estive.

Al cambio di stagione, però, siccome il clima non è così ben definito, questo meccanismo è meno automatico e possiamo approfittarne per “guidare” il corpo verso il cambiamento. E qui entra in gioco la Spring Diet, una “dieta” concepita per aiutarci ad eliminare il vecchio yang che abbiamo accumulato in inverno (ma anche negli anni passati) e preparare il corpo alla stagione estiva.

 

QUANTO DURA?

Si tratta di un periodo che va da un minimo di 10 giorni a un massimo di 30 durante il quale si cerca di alleggerire e semplificare il più possibile l’alimentazione, oltre a eliminare alcune categorie di prodotti. Questo, però, non significa rinunciare alla varietà.

COSA EVITARE?

  • Cibo animale di qualsiasi tipo, compresi l’uovo della gallina libera di razzolare felice, il formaggio prodotto artigianalmente in malga e il pesce comprato la mattina dai pescatori in riva al mare
  • I prodotti da forno, in altre parole farine impastate con grassi, anche di buona qualità, e cotte in forno, ovvero in un ambiente secco, ad una temperatura elevata e per un periodo prolungato, in pratica tutti quei “cibi coccola” a cui è più difficile resistere: pane, pizza, cracker, grissini, taralli, focacce, torte, muffin, biscotti; una consolazione potrebbe essere, una volta ogni tanto, un po’ di pane al vapore, anche se sarebbe meglio, per questo periodo, vivere come se il forno e le farine non esistessero

 

  • Olio e alimenti ricchi di olio come semi e frutta secca, ma anche tofu e tempeh, anche se questa raccomandazione non vale per tutti e quindi è bene, prima di iniziare, chiedere a un esperto; il fatto di togliere l’olio aiuta ad accelerare il processo di cambiamento, ma ripeto, non vale per tutti; gli unici semi concessi sono quelli di sesamo contenuti nel gomasio

 

  • Tutti quegli alimenti che potremmo identificare con i classici “vizi”, ovvero zucchero, caffè, alcool, cioccolato, spezie, ecc.

 

COSA MANGIARE?

 

  • Cereali prevalentemente in chicco, lasciando pasta e polenta a un consumo più sporadico e privilegiando il riso in tutte le sue varietà, ma soprattutto quello a chicco lungo, se si vuole anche dimagrire; ricordate però di non esagerare con la quantità di cereali e di privilegiare la verdura, questa infatti è una dieta tendenzialmente yang e mangiare troppi cereali, magari cotti in pentola a pressione, potrebbe renderla ancora più yang, con il rischio di vedere aumentare le voglie di yin

 

  • Tutte le verdure di stagione, privilegiando le foglie verdi e gli stili di cottura più leggeri e veloci come pressare, saltare, scottare in acqua salata e cuocere al vapore (per un po’ dimentichiamoci del forno, anche per le verdure); come condimento, invece dell’olio, potete usare la salsina ai 4 sapori; le verdure dolci, magari in forma cremosa come potrebbe essere una vellutata, aiutano a rilassare e contrastare la voglia di dolce che potrebbe insorgere a causa dell’eliminazione dell’olio

 

  • Legumi, tofu e tempeh (il seitan meglio evitarlo in questo periodo); di nuovo, se si vuole perdere peso, meglio ridurre anche la quantità di tofu e tempeh e privilegiare legumi meno grassi come lenticchie, ceci e fagioli;

 

  • Dolci semplici e leggeri a base di frutta (frutta cotta con il kuzu, mousse di frutta, castagne, malto di riso o orzo) che aiutano a ridurre i disagi, soddisfano la voglia di dolce e non creano tensione; inoltre le mousse di frutta con l’agar agar hanno anche un leggero effetto lassativo e dimagrante

 

  • Condimenti di buona qualità come sale marino integrale (chi fa fatica a dimagrire può provare a ridurlo), miso, shoyu e tamari, acidulato di riso e di umeboshi, gomasio, erbe aromatiche (meglio ridurre o evitare il consumo delle spezie)

 

  • Come bevande, meglio privilegiare tè kukicha, caffè d’orzo, cicoria o yannoh e acqua
  • Possiamo introdurre anche alcuni rimedi, come il brodo di clorofilla per rilassare il fegato e il brodo di verdure dolci per rilassare il pancreas e aiutarci a gestire la voglia di dolce e prodotti da forno, almeno all’inizio

 

PERCHÉ FARE LA SPRING DIET?

 

  • Togliere per un periodo i prodotti da forno e il cibo animale (yang) permette al corpo di rilassarsi, sciogliere tensioni e aprirsi, assecondando la natura tendenza verso l’apertura dell’energia primaverile. Se noi continuiamo a mangiare prodotti da forno e cibo animale, continuiamo a mantenere una condizione yang e non permettiamo al corpo di aprirsi e lasciare andare vecchi accumuli e ristagni, in altre parole ostacoliamo e rallentiamo il cambiamento

 

  • Mangiare cibo yang crea voglia di cibo yin, che spesso corrisponde ai cosiddetti “vizietti” che in questo periodo vogliamo togliere (alcool, caffè, cioccolato, zucchero, ecc.), e quindi mangiando cibo yang ci mettiamo da soli il bastone tra le ruote

 

  • Spesso durante l’inverno si eccede anche con lo yin (dolci, alcool, zucchero, caffè, cibo crudo, spezie, ecc.) e quindi la spring diet può essere anche un’occasione per aiutare il corpo a eliminarlo: infatti per sua natura lo yin tende già ad uscire più facilmente, ma togliendo il cibo yangche fa da “zavorra”, rendiamo l’eliminazione ancora più facile e veloce. A questo proposito, a volte potrebbero manifestarsi crisi di eliminazione violente (muco, raffreddore, mal di testa, alito cattivo, sfoghi cutanei, ecc.), ma solitamente durano pochi giorni ed eventualmente si può chiedere consiglio e un esperto

 

  • Dà sollievo ai problemi cronici e rafforza il sistema immunitario (difficoltà a perdere peso, colesterolo, valori ematici sballati, dolori cronici, cellulite, ecc.)

 

  • Facendoci sperimentare i benefici legati al fatto di eliminare alcuni alimenti per un breve periodo, ci aiuta ad adottare abitudini migliori durante tutto l’anno (il che non significa eliminare definitivamente certi alimenti, ma farne un uso più consapevole)

 

  • Alleggerendo l’alimentazione, creiamo leggerezza e chiarezza mentale, diventiamo più consapevoli della connessione corpo-mente-spirito e questo può aiutarci a liberare le energie e le emozioni pesanti, a sganciarci da ricordi negativi del passato, a superare paure irrazionali, insomma ci può aiutare a vivere meglio anche la nostra quotidianità

 

  • Può diventare un piacevole pretesto per prendersi cura di sé e dedicarsi del tempo.

 

CHI NON DOVREBBE FARLA?

 

  • I ragazzi con meno di 18 anni
  • Le donne con problemi di amenorrea, in menopausa, in gravidanza o che stanno allattando
  • Persone con problemi di salute importanti o in uno stato di debolezza (sottopeso, anemia, ecc.)
  • Gli anziani con più di 70 anni

 

Avvertenza: durante i primi giorni potrebbero comparire sintomi come mal di testa, nervosismo, irritabilità, sfoghi cutanei, voglie violente di dolci o prodotti da forno… Niente paura, significa che il corpo sta reagendo, sta cambiando, ed è proprio quello che vogliamo. Dopo una prima fase iniziale, questi sintomi scompaiono e lasciano posto a un senso di benessere, leggerezza, forza fisica, lucidità mentale, presenza…vi ho convinto?

 

Se dovessero comparire alcuni di questi sintomi, di solito sono temporanei, ma per qualsiasi necessità potete sempre rivolgervi a un consulente che saprà sicuramente consigliarvi qualche rimedio dedicato.

 

Dimenticavo: alleggerendo l’alimentazione, avrete sicuramente più fame, quindi concedetevi pure delle porzioni più generose e ricordate di masticare a lungo!

 

La masticazione, infatti, ha tutta una serie di vantaggi:

  •  

– aiuta l’assimilazione dei nutrienti a livello intestinale;

– aiuta a mangiare meno perché diamo il tempo al cervello di accorgersi che stiamo mangiando e quindi di attivare la leptina, l’ormone che regola il senso di sazietà;

– da un punto di vista energetico, il meridiano dell’intestino crasso arriva in bocca e quindi masticando facciamo anche una sorta di massaggio all’intestino, migliorandone la funzionalità;

– infine la masticazione stimola la produzione di linfociti T ed ha quindi un effetto benefico anche sul sistema immunitario.

 

Ricordate comunque che la Spring Diet è una dieta che si adatta alle nostre esigenze personali e quindi ritenetevi liberi di metterla in pratica nel modo più funzionale alla vostra situazione: se una persona mangia abitualmente tanto cibo animale e prodotti da forno, già togliendo questi due fattori potrebbe avere molti benefici, se una persona è un po’ debole o sottopeso, può decidere di ridurre la quantità di olio e non eliminarlo del tutto, oppure di eliminarlo per un breve periodo, ad esempio tre giorni, e poi introdurlo di nuovo… insomma, anche in questo caso non affidiamoci ciecamente, ma facciamo una scelta consapevole e responsabile!

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