Visto che ormai siamo in piena estate, non poteva mancare un approfondimento sulle solanacee, ovvero pomodori, patate, peperoni, melanzane, ma anche bacche di goji, tabacco e piante come la belladonna e la mandragola.

Le solanacee sono alimenti che profumano di estate, che colorano le nostre tavole in questi mesi, ma spesso si tende ad abusarne: avete mai notato che se chiedete un contorno al ristorante, nel 90% dei casi la scelta si riduce a patate, verdure grigliate, in genere zucchine e melanzane, spinaci o una bella insalata mista con pomodori anche in inverno?

Ecco quindi alcuni spunti di riflessione per farne un uso equilibrato:

  • Da un punto di vista botanico le solanacee sono frutti e non ortaggi, sono la parte più espansa della pianta, e questo è un elemento importante perché da un punto di vista energetico sono yin, hanno appunto un effetto espansivo, e consumate in eccesso potrebbero portare debolezza;
  • Si distinguono per la presenza della solanina, una sostanza contenuta soprattutto nella buccia e nei semi che a loro serve come difesa contro funghi e insetti, ma che per l’essere umano, se assunta in quantità eccessive, può rivelarsi tossica;
  • La buona notizia è che la quantità di solanina si riduce man mano che il frutto matura, ecco quindi l’importanza di non mangiarle quando sono acerbe (verdi) o, nel caso delle patate, quando sono verdi, rugose e presentano i germogli;
  • Le solanacee sono anche ricche di poliammine, sostanze che contribuiscono alla proliferazione cellulare, sia delle cellule buone che di quelle “cattive”, quindi meglio evitarle in presenza di patologie degenerative;
  • Infine le solanacee, così come le bietole e gli spinaci, sono ricche di acido ossalico, una sostanza che interferisce con il metabolismo del calcio riducendone l’assorbimento e che può contribuire alla formazione di calcoli renali

Riassumendo:

  • Meglio consumarle in estate, la stagione in cui maturano naturalmente, e con moderazione;
  • Meglio consumarle cotte, essiccate o trattate con sale in modo da renderle più yang:
  • Se consumate pomodori crudi, aspettate che siano belli rossi e maturi, in modo che la quantità di solanina sia praticamente nulla, e comunque meglio non esagerare anche perché hanno un effetto acidificante (ricordate anche di non usare mai un coltello di buona qualità per tagliarli, perché potrebbero rovinare il filo);
  • Per quanto riguarda le patate, è bene ridurne il consumo in generale anche perché sono ricche di amidi e quindi hanno un impatto notevole sulla glicemia;
  • Meglio evitare tutte le solanacee, invece, in presenza di patologie degenerative o problemi di salute legati a “debolezza”;
  • Se invece non ci sono disturbi di salute, non fatele diventare un tabù, sono buone e gustose: se consumate in modo equilibrato e trattate in modo adeguato, possono far parte della nostra alimentazione;
  • Alla fine le parole chiave sono sempre equilibrio, moderazione e varietà!