Gli Errori Più Comuni in Cucina: Una Guida per Evitarli

Errori in cucina

ALIMENTAZIONE E STILE DI VITA

Ormai il cibo è diventato un argomento di grande attualità, se ne parla in televisione, alla radio, sui giornali, ne parlano davvero tutti.

Spesso, però, proprio a causa di questo eccesso di informazione, le persone non sanno più cosa pensare e vanno in confusione. A tal proposito, secondo me la prima regola, e forse la più importante, è quella di ascoltarsi, di porsi in apertura per cercare di capire quello che il nostro corpo ci chiede.

Inoltre non dimentichiamo che la dieta perfetta non esiste: la dieta corretta è un ideale al quale si aspira tenendo conto di tutta una serie di variabili; ad esempio, in genere quando ci sono problemi di salute, siamo più motivati ad essere rigorosi, mentre quando stiamo bene, siamo più propensi a concederci qualche libertà in più. Oppure ci sono dei momenti della vita che ci permettono di dedicare più tempo e attenzione alla preparazione del cibo, mentre altri in cui dobbiamo scendere a compromessi per la mancanza di tempo.

Infine, la dieta non è una garanzia contro le malattie, ma uno degli strumenti a nostra disposizione per migliorare la qualità della nostra vita e della nostra vecchiaia.

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Errori Comuni nell’Approccio alla Macrobiotica

Vediamo quindi una breve carrellata di errori comuni nei quali è più facile incorrere quando ci si avvicina alla macrobiotica:

  • Restare attaccati a un modello alimentare “infantile” o “adolescenziale, invece di proiettarsi verso una dieta “adulta” ed equilibrata
    • nella macrobiotica esistono tre grandi tipologie di diete: quella infantile ricca di latticini e grassi saturi, quella adolescenziale ricca di grassi e prodotti da forno, e quella adulta, caratterizzata dalla presenza di cereali, verdure, legumi, condimenti di buona qualità, un po’ di cibo animale (prevalentemente pesce), dolci di buona qualità, semi e frutta secca, che dovrebbe accompagnarci per la maggior parte della nostra vita;

 

  • Basarsi in modo esclusivo sulla scienza della nutrizione
    • la scienza della nutrizione offre sicuramente tante informazioni utili in merito ai nutrienti che dobbiamo assumere per stare bene, ma questo fatto può da un lato generare confusione (spesso non abbiamo le competenze per andare così nel dettaglio) e dall’altro può complicarci la vita in cucina; ponendo un’enfasi così importante sull’aspetto chimico, si perdono di vista il cibo e l’aspetto energetico, senza contare che spesso si genera una vera e propria paura di incorrere in carenze di ogni tipo alle quali si sopperisce con un uso esagerato di integratori; infine, basandoci solo sulla visione scientifica, non sappiamo più parlare di cibo ma solo di molecole, che diventano il nostro cibo;

 

  • Affidarsi ai “superfood” per risolvere ogni problema
    • spesso si rischia di porre un’eccessiva fiducia in singoli alimenti che vengono proposti dalla pubblicità come dei veri e propri “superfood” perché rappresentano una soluzione più facile e veloce rispetto alla scelta di modificare le nostre abitudini in cucina; in questo modo ci illudiamo di poter compensare un’alimentazione non sufficientemente completa e varia usando questi alimenti che spesso hanno un forte effetto sul corpo (ad esempio nel caso dei prodotti tropicali) e alla lunga potrebbero addirittura creare problemi; inoltre, non dimentichiamo che viviamo in un modo di eccessi e in questo modo continuiamo ad aggiungere invece di lavorare sugli eccessi da togliere;

 

  • Incontrare difficoltà nella comprensione dello yin e dello yang con tutte le applicazioni concrete in cucina
    • questo è un problema molto diffuso perché, soprattutto all’inizio, rappresenta un cambiamento radicale rispetto a un approccio al cibo basato sui criteri moderni e, per arrivare a un minimo di comprensione, è necessario un po’ di studio; superato lo scoglio iniziale, però, si apre un mondo nuovo e molto affascinante;

 

  • Vivere la macrobiotica come una “rinuncia”
    • nella mentalità comune, la macrobiotica viene spesso identificata con una dieta di rinunce e sacrifici, ma in realtà non c’è nulla di più sbagliato: se una persona sta mediamente bene, infatti, non deve rinunciare a nessun alimento, ma piuttosto, per quanto riguarda gli alimenti con un forte effetto sul corpo, imparare a sceglierli di buona qualità e non esagerare con le quantità e la frequenza; a me piace pensare alla macrobiotica non come a una “gabbia”, ma come a un paio di ali per volare;

 

  • Fare errori in cucina
    • la cucina macrobiotica si basa su ingredienti semplici, principalmente cereali, verdure e legumi, ma è importante saperli trattare nel modo corretto e saperli assumere nelle giuste proporzioni; inoltre è importare fare un uso sapiente dei condimenti e degli stili di cottura, insomma tanti dettagli che è bene approfondire per poter usufruire a pieno dei benefici di questo tipo di alimentazione, ecco perché è così importante, almeno all’inizio, frequentare dei corsi di cucina;

 

  • Rimanere ancorati a idee superate
    • spesso la macrobiotica viene identificata con una dieta, ma in realtà si tratta di principi da applicare a seconda della persona, della sua condizione e della sua costituzione, dell’ambiente in cui si vive, dello stile di vita ma anche delle preferenze (è importante mangiare cibo che piace!), di conseguenza questi principi vengono continuamente reinterpretati in funzione di tutti questi fattori e quindi certe abitudini che potevano avere un senso in passato e in un altro contesto, oggi potrebbero non essere più funzionali (ad esempio un uso eccessivo di condimenti salati, cuocere abitualmente il riso a chicco tondo in pentola a pressione, mangiare quantità eccessive di cereali a discapito delle verdure, adottare un regime troppo rigido e non concedersi delle libertà, ecc.);

 

  • Non avere abbastanza conoscenze
    • oggigiorno viviamo in un mondo “super informato”, ma purtroppo spesso proprio questo eccesso di informazione genera confusione e fraintendimenti (capita che la gente non conosca la differenza tra cereali e legumi, o tra un tubero e una radice, che non presti sufficiente attenzione agli alimenti di origine tropicale, che non sappia leggere le etichette, ecc.), con il risultato che non riusciamo a farci una nostra idea e ci adattiamo alle abitudini degli altri o ci facciamo influenzare da false credenze (ad esempio una delle paure infondate più ricorrenti ai nostri giorni è quella verso la soia e il glutine);

 

  • Non avere curiosità ed essere intimoriti da ciò che non si conosce
    • io suggerisco sempre di vivere un cambio di alimentazione con la stessa curiosità e apertura con cui si affronta un viaggio, pronti a esplorare mondi e usanze sconosciuti, senza farsi prendere da paure infondate che non portano nessun beneficio; ben venga quindi la sperimentazione con le alghe, il tofu, il tempeh, poi ovviamente se non incontrano il nostro gusto si possono rimettere da parte, ma consiglio sempre un minimo di sperimentazione; come sostiene Shunryu Suzuki è importante avvicinarsi alle cose e alle situazioni con una “mente da principiante”, perché così abbiamo molte più possibilità di apprendere cose nuove; se noi ci approcciamo a qualsiasi cosa con la “mentalità da esperto”, ci auto-precludiamo tutta una serie di possibilità di crescita;

 

  • Non ascoltare il nostro corpo
    • spesso il corpo ci parla attraverso segnali forti che per comodità e per non cambiare le nostre abitudini cerchiamo di mettere a tacere (problemi intestinali o di digestione, stanchezza, eliminazioni, dolori, ecc.), ma che sono sintomo di uno squilibrio potenziale o effettivo e prima interveniamo, meglio è.

 

Spero che questi spunti abbiano stimolato in voi una riflessione sul vostro approccio al cibo e vi aiutino a gestire al meglio la vostra alimentazione giorno per giorno.

 

Gli Errori Più Comuni in Cucina: Una Guida per Evitarli

Imparare dai nostri errori in cucina e adottare un approccio più informato e consapevole può significativamente migliorare non solo la nostra salute, ma anche la qualità della nostra vita quotidiana. Considerare questi consigli come un punto di partenza per una riflessione personale e una trasformazione delle nostre abitudini alimentari può portarci verso un futuro più sano e equilibrato.

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